Il no di Reggio a The Rugby Channel: un rugby che, così, non cresce

Sempre più necessario ricostituire la lega

di Enrico Daniele
(immagine di Redazione)

A pochi giorni dall’inizio del campionato, che già di suo avrebbe un sacco di cose di cui parlare, si aggiunge la polemica innescata dal rifiuto della Conad Reggio di far effettuare le riprese del match contro la Femi CZ Rovigo a The Rugby Channel, che anche quest’anno riprenderà e trasmetterà in diretta tutte le partite del campionato.

Salvo quelle del “Mirabello” (ndr, la Conad Reggio ha deciso di giocare le gare interne nel mitico stadio reggiano) per il rifiuto della società del Presidente Bergonzoni.

A darne notizia è la stessa emittente streaming padovana dalla sua pagina Facebook che, assai sorpresa, spiega non siano note le vere ragioni e “…l’ufficialità del diniego, concretizzata con una telefonata e non con uno scritto, ci dice che portiamo via pubblico dallo stadio e qualche altra amenità che non vogliamo commentare ma che ci lascia basiti per la loro inconcretezza e pretestuosità”.
On Rugby.it ha raccolto le motivazioni della decisione della società emiliana (a questo link l’intero articolo) che, per quanto giustificate o giustificabili, riaprono l’eterna questione sulla ingerenza della FIR e del suo Presidente accusato ancora una volta di dare per scontate ai club le sue decisioni.

La società reggiana, infatti, dice che la comunicazione in merito all’affidamento delle riprese televisive a The Rugby Channel è stata resa nota da Gavazzi durante la presentazione del campionato a Milano, senza nessuna comunicazione ufficiale, né prima, né dopo e nemmeno a seguito della richiesta di Reggio per un confronto in merito.

Non vogliamo sindacare le decisioni della società rossonera, tuttavia riteniamo che il lavoro fatto da The Rugby Channel nella scorsa stagione (ndr, sempre ed esclusivamente a loro cura e spese), abbia dato grande visibilità al campionato, che altrimenti non avrebbe avuto.

Piuttosto il problema sollevato dalla Rugby Reggio, evidenzia l’assoluta necessità che le società, finalmente, si decidano a ricostituire la “lega”, mettendo da parte per una volta tutti i personalismi e le proprie priorità, per dare spazio agli interessi comuni, non ultimo quello di ritornare a gestire il proprio campionato e tutto ciò che ne consegue, per un rugby che cresca, al contrario di ciò che succede adesso.

1 commento
  1. Amore Giovanni (Gianni) dice:

    Ho già scritto sulle personali iniziative del presidente che le da sempre per scontate. Non si rende conto che la FIR non è una ditta individuale dove solo uno comanda. C’è un consiglio che dovrebbe prendere tutte le decisioni. Le pochissime, cosiddette, delibere presidenziali, dovrebbero essere deliberate, in casi eccezionali, lontani dai consigli e comunque vanno sempre approvate dal consiglio FIR alla prima riunione utile del medesimo. In FIR sono tutte delibere presidenziali rette dal “silenzio assenso” dei consiglieri. Ho già scritto della necessità di una lega che “collabori” con la FIR ma purtroppo alcuni presidenti preferiscono andare da soli.

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