“Campese, sta al rugby come Maradona al calcio”

Le parole di Vittorio Munari alla festa organizzata dal Petrarca Rugby Junior per la visita in Italia del fuoriclasse italo-australiano.

Un giovane Vittorio Munari con David Campese, quando il fuoriclasse italo-australiano venne a giocare col Petrarca, in una famosa foto di Piero Rinaldi

di Enrico Daniele
(immagini di Redazione)
David Campese è un signore di 55 anni il cui nome, ai ragazzini del Petrarca Rugby Junior che lo hanno incontrato al Memo Geremia nel Campus organizzato in occasione della sua visita in Italia, dice poco e niente. Ma per quelli che hanno i capelli bianchi, più o meno come i suoi, Campese, fisico asciutto, nativo di Montecchio Precalcino (VI) ed immigrato in Australia con la sua famiglia all’età di due anni, rimane e rimarrà sempre la “stella” che ha giocato 101 partite con la nazionale Wallabies, marcando 64 mete (record mondiale ancora imbattuto), miglior giocatore alla Coppa del Mondo vinta nel 1991. Il suo “passo dell’oca”, la velocità e la rapidità nei cambi di direzione, impressionarono il mondo ovale e un giovane tecnico del Petrarca, che lo vide a Rovigo con la sua nazionale contro gli Azzurri, riuscì a convincerlo nel 1984 a giocare nella squadra di stanza al Tre Pini. Quel tecnico era Vittorio Munari che ieri sera, in occasione della festa allestita nella palestra del Centro Memo Geremia a cura del Petrarca Rugby Junior, lo ha presentato ai piccoli atleti bianconeri e al numeroso pubblico, tra i quali molti amici che condivisero con lui meravigliosi anni al Petrarca (tre campionati vinti consecutivamente tra il 1984 e il 1987).

“Senza tema di smentita – ha dichiarato Munari – Campese sta al rugby come Maradona sta al calcio. David era uno che non aveva bisogno di essere allenato e per me è stato un onore averlo al Petrarca, ma non ho nessun merito. Un campione cristallino, che sapeva quello che doveva fare”.

Poi è toccato a Campese ricordare i tempi passati, non prima di scusarsi perché preferiva parlare in inglese (“…sono troppi anni che non parlo più italiano…”) ed in suo “soccorso” si è prestato Matteo Barbini (ex del Petrarca e della Nazionale Maggiore) per la traduzione simultanea.

Simpatico il siparietto con Munari, con reciproci “apostrofi” per l’ilarità dei presenti, dopodiché Campese si è concesso alle domande, le foto e gli autografi chiesti dal pubblico, mentre sullo sfondo venivano proiettate in “loop” le immagini di alcune imprese del formidabile atleta italo-australiano.

Stamattina, alle ore 11:00, Campese sarà ricevuto dall’assessore allo sport Diego Bonavina a Palazzo Moroni in una conferenza stampa presso la sala Bresciani Alvarez, per ricevere il saluto della Città di Padova.

David Campese con la maglia del Petrarca Campione d’Italia nel 1984-85 (ph dal libro Petrarca Rugby Padova 1947-2000)

1 commento
  1. old dice:

    Quando la tribuna est del Plebiscito era fatta con tavole di legno in
    una partita quando Galeazzo era a terra dopo un’azione, lo prese per il colletto della maglia e urlò:
    Alzati Cioni (italiano inglesizzato).
    Il tempo vola e ce ne accorgiamo. ahimè.

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