Ghiaccio bollente

Marco Sattin (al centro) con Andrea Simonato (a destra) e Giacomo Del Ry (a sinistra): ieri la Cadetti Petrarca ha vinto contro il Valpolicella.

Un week end petrarchino che scalda il cuore (nonostante il freddo)
di Angelo Volpe
(foto Fotovale)
Che week end! Il Petrarca esce vittorioso dagli incontri di campionato in programma in questo fine settimana. La Prima squadra batte il Viadana e i Cadetti completano l’opera macinando inesorabilmente il Valpolicella.
Due vittorie importanti, cerchiamo di capire perché.

La Prima squadra ha superato (22-20) il Viadana, formazione solida, ben attrezzata, molto accreditata e ben diretta dalla panchina. La vittoria è arrivata non senza qualche patema con il risultato in bilico fino alla fine. Abbiamo rivisto in campo (sferzato da un vento gelido), dopo una lunga assenza, Rizzi e Su’a, entrambi al rientro da infortuni. Ovvero, una mediana tutta nuova e che dovrebbe poter essere quella titolare, ammesso che il temine “titolare” abbia un senso nel rugby moderno. Su’a e Rizzi hanno fatto parecchi danni al Viadana con penetrazioni improvvise e ficcanti, ma soprattutto imponendo un ritmo di gioco decisamente più frizzante di quanto visto finora. La gestione rapida della palla ha levato spesso agli avversari la possibilità di pensare e di rischierarsi. Che sarebbe quello che ci vuole per far fare al Petrarca un salto di qualità decisivo.

Per il resto abbiamo visto un Petrarca “normale”, sulla falsariga dello standard di questo scorcio di stagione. Sprazzi di bel gioco veloce e aggressivo, redditizio, intervallati purtroppo da pause in cui il tono scende vistosamente lasciando l’iniziativa agli avversari. Da cosa dipenda questa discontinuità è difficile a dirsi. Calo di concentrazione, pausa per rifiatare fisicamente? E’ un interrogativo a cui dovrà rispondere lo staff, il bravo Andrea Marcato in primis. Se non fosse per questi alti e bassi, lo affermo senza timore di smentite, non ce ne sarebbe per nessuno. Finora abbiamo visto un Petrarca dominante per 15-20 minuti prima di entrare in pausa. Ma quei 15 minuti sono spesso stati sufficienti per segnare la partita, ipotecare il risultato finale e costringere gli avversari a recuperare. Recupero che a volte è riuscito, a volte no. Questo spiega certi finali al cardiopalma, con le coronarie sotto assedio, con la squadra impegnata a difendere un vantaggio acquisito nel corso del match. Questo canovaccio è stato osservato anche con Viadana che ha tentato fino alla fine il colpaccio. Non ci è riuscito, per fortuna.  Ma il Petrarca poteva e doveva chiudere la partita ben prima. Invece non l’ha fatto per quella incapacità di mettere del tutto KO l’avversario, limitandosi invece solo a stordirlo. Vogliamo mettere nel conto il freddo (mani gelate) e il vento tagliente? Ok, ma comunque certi limiti sono oggettivamente evidenti, a prescindere dalle condizioni ambientali. Alla fine è comunque arrivata una vittoria – con bonus – importante, perché scava un enorme solco tra la testa della classifica e la fascia intermedia delle inseguitrici. Degne di nota e di giusta sottolineatura le prestazioni di alcuni giocatori.

Sicuramente il plauso principale va a Vannozzi, man of the match, che ha realizzato ben due mete. Ma anche Trotta, Conforti, Lamaro (ossia la terza linea al completo) e il “solito” Menniti-Ippolito si meritano la menzione. Una nota negativa c’è e va detta. Non riguarda la squadra, bensì il pubblico. Che se l’è presa parecchio con l’arbitro Tomò, “colpevole” di alcune decisioni discutibili, apostrofandolo pesantemente dagli spalti. Personalmente sono molto in disaccordo con questi atteggiamenti. C’era una volta, un tempo purtroppo molto distante, in cui le decisioni dell’arbitro non si discutevano. Si accettavano e basta. Oggi pare che sia diventato lecito contestare l’arbitro ben al di là di qualche (sacrosanto) mugugno. Gli insulti all’arbitro non sono leciti, nemmeno se avesse torto marcio. Non va bene. Non va per niente bene. Mi dissocio assolutamente.
Il prossimo fine settimana la Prima squadra sarà impegnata in Germania per la coppa europea EPCR. Il week end successivo toccherà, sempre per l’EPCR, ancora una volta al Viadana e alla Guizza. Due match da giocare fino in fondo puntando alto per centrare il passaggio del turno alla fase successiva.  Sarebbe un risultato di grande prestigio.

E veniamo ai Cadetti.
Molto fredda anche la giornata di ieri, ma fortunatamente meno ventilata di sabato. Il vin brulé è andato via alla grande sugli spalti…Ma più del vin brulé, ci hanno pensato i Cadetti a scaldare i cuori bianconeri di quanti hanno sfidato la temperatura proibitiva sulla tribuna della Guizza.
Bisogna essere orgogliosi di questa squadra di giovani petrarchini. Ieri hanno battuto il Valpolicella, lavorandoli inesorabilmente ai fianchi, a fuoco lento, minuto dopo minuto. Fino a vincere nettamente con un perentorio 36-12. Lavata l’onta della pesante sconfitta dell’andata.
Eppure i veronesi sono squadra tosta, di peso, mai doma, con alcune belle individualità. Tant’è che nel match giocato a casa loro si sono imposti nettamente con tanto di mischia no contest. Ma i Cadetti hanno il loro modulo di gioco. Magari subiscono in mischia dove quasi sempre sono più leggeri degli avversari, ma tengono duro. Soffrono, ma tengono duro. Macinano il loro gioco e tengono duro. Giù il cappello di fronte a una squadra partita con una serie di tre sconfitte consecutive che avrebbe steso chiunque. Ma non loro. Adesso sono secondi in classifica, dietro il Valsugana, dominatore del girone. Ma domenica prossima 10 dicembre il match clou della giornata sarà proprio il derby cittadino Valsugana-Cadetti Petrarca. Qualcosa mi dice che i ragazzi di Salvan (e Maistri) abbiano ancora voglia di rivincita. Partita da non perdere assolutamente. Servirà adeguata presenza petrarchina di sostegno a bordo campo in quel del Valsugana.

Tornando al match di ieri con Valpolicella, da segnalare il man of the match assegnato all’ala Belluzzo, autore di due mete, ma soprattutto meritevole per come ha marcato la prima. Uno splendido cambio di angolo di corsa che ha lasciato tutti sul posto a interrogarsi su cosa fosse successo. Roba che si vede raramente anche sui campi della serie maggiore di Eccellenza. Bella la prova anche di D’Inca in mediana e Simonato in mischia. Ma non si tratta di novità. I due ci hanno abituato a ottime prestazioni. Ma ribadisco il concetto: è il gruppo dei Cadetti nel suo insieme che è forte, tenace e coeso. Veramente bravi e assetati di vittoria.
Com’è giusto che sia.

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