Dopo la lira, l’euro: e dopo la L.I.R.E.?

Per ora si chiama “Coordinamento delle società d’Eccellenza” ma, domani (?) dovrebbe diventare “un nome e un marchio”  
di Enrico Daniele
(foto di Enrico Daniele)

I presidenti delle società di Eccellenza, approfittano della sosta del campionato per un momento di riflessione e per valutare lo “stato di salute” del nostro massimo campionato, con l’intento di ricomporre il gruppo in un, per ora, non meglio definito “Coordinamento delle società di Eccellenza”.

In verità successe anche lo scorso anno, più o meno di questo periodo, quando i vertici delle società di Eccellenza si riunirono, sollecitati dal collega delle Fiamme Oro, Armando Forgione, per sondare la possibilità di ricomporre la squadra che, dalla stagione 2009-10 non esisteva più: la L.I.R.E. (Lega Italiana Rugby di Eccellenza). Con la sola defezione di Vittorio Zambelli, presidente della Femi CZ Rovigo, l’idea era piaciuta anche al nr. 1 della F.I.R. che, in una nota, si dichiarava favorevole ad appoggiare la costituzione di una nuova Lega nell’intento comune di sviluppare commercialmente e mediaticamente il massimo campionato di rugby.

Dal dicembre dello scorso anno poco altro o nulla più, sino a ieri, quando arriva alle redazioni il comunicato stampa del “Coordinamento delle società di Eccellenza” (v. sotto il testo integrale). Portavoce del gruppo il Presidente della Lafert San Donà, Alberto Marusso, cui l’assemblea ha affidato l’incarico in attesa che si costituiscano le basi per la costituzione di una nuova Lega.

Nelle intenzioni, il programma dei lavori è molto impegnativo perché tocca temi noti da sempre ma ai quali pochi (?) hanno saputo dare corso e sviluppo. Leggasi l’”appeal” del campionato, le linee di sviluppo della formazione degli atleti (ndr, molte società non sono d’accordo con le linee adottate dalla F.I.R.), la questione “permit player”, la ricerca di un broadcast televisivo punto, quest’ultimo, che aveva sollevato alcune polemiche di inizio stagione.

E chi più ne ha più ne metta perché ritrovare il consenso di pubblico, degli sponsor e dei media, andato perso con una vertiginosa parabola discendente negli ultimi anni, non sarà cosa facile. Come non è dato sapere dove troveranno le risorse, considerate le poche a disposizione dei club, dove gli sponsor latitano e i contributi, molto spesso, sono solo quelli dei presidenti stessi.

L’augurio è che, una volta per tutte, si riesca finalmente nell’intento di dar valore alla palla ovale italiana, ma non vorremmo che fossero solo come le letterine a Babbo Natale che promettono tanto, per ricevere i doni, ma dopo…si sa, sono bambini!

Il testo integrale del comunicato stampa diramato dall’ufficio media della Rugby Reggio.

“NASCE IL COORDINAMENTO DELLE SOCIETA’ D’ECCELLENZA. NOMINATO PORTAVOCE ALBERTO MARUSSO DEL SAN DONA’ CHE SARA’ AFFIANCATO DAL TAVOLO DEI PRESIDENTI

Subito un coordinamento, costituito da un portavoce e da un tavolo permanente dei presidenti, per affrontare e risolvere le questioni più dirimenti in tempo utile per la prossima stagione, a partire dalla denominazione del campionato.
Tra sei mesi, forti dell’esperienza che si auspica positiva, avverrà la nascita di una vera e propria Lega delle società d’Eccellenza del rugby italiano.
Lo hanno deciso il primo dicembre a Reggio Emilia i presidenti dei club del massimo campionato di rugby, dopo che si era ripreso il ragionamento interrotto alcuni mesi fa in un primo incontro a Firenze in occasione del test match della nazionale italiana.
Il coordinamento si è già dato un portavoce: è Alberto Marusso, 47 anni, presidente del San Donà, a cui è stato affidato il mandato di farsi interprete della sintesi dei club e di costruire le basi per quella che in un tempo non troppo lontano diverrà una vera e propria Lega.
“La consapevolezza che il futuro del massimo campionato italiano di rugby passa obbligatoriamente dalla costruzione del prodotto “Campionato” con maggiore appeal e da un maggior protagonismo dei club nell’organizzazione del calendario e delle linee di sviluppo della formazione degli atleti, ha riunito gli intenti di tutti i presidenti – sottolinea Marusso, neo portavoce dell’attuale Eccellenza – ripartendo dalla bozza di documento a cui avevamo lavorato a marzo 2017, abbiamo deciso che è ora di rimboccarci le maniche evitando così di lamentarci a cose fatte, ma cercando un confronto continuo con la Federazione che porti a risultati più confacenti agli interessi delle società, che è bene ricordarlo rappresentano le fondamenta per lo sviluppo del rugby in Italia”.
L’agenda dei lavori è piuttosto impegnativa, partendo dal nome “Eccellenza” che non rende giustizia al campionato italiano di maggiore valore, passando dagli strumenti di visibilità con la costruzione di un format condiviso per lo streaming  e la ricerca di un broadcast televisivo che dia spazio al rugby, ai temi più tecnici di formazione degli atleti e la questione permit.
Nei prossimi sei mesi si lavorerà anche a un nome e a un marchio della Lega, che si doterà di un piano pluriennale di marketing.”

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