161° Derby d’Italia: una sfida che affascina ancora?

Forse sì, anche se gli ultimi numeri dicono di no
Criticabile la scelta di sovrapporlo all’altro derby del Pro 14
Gli eventi: il ricordo del 40° di XV del Presidente vs All Black’s e l’ ”ostensione” dell’Adige Cup
Le formazioni annunciate
di Enrico Daniele
(foto di copertina di Giorgio Achilli)

Domani al Battaglini si giocherà il 161° Derby d’Italia (ndr, numero ufficiale delle gare nel massimo campionato) tra Rovigo e Petrarca.
Scrivere di quella che è l’eterna sfida tra le due squadre è come parlare dei Beatles, dei quali si è detto di tutto e di più.

Perciò, vale la pena ricordare che Rovigo ha un’“anima” padovana essendo Dino Lanzoni, il suo fondatore, uno studente di medicina a Padova e che la bilancia dei derby vinti tra le due squadre, pende decisamente verso l’Adige: 75 vittorie polesane, 66 quelle padovane, 19 i pareggi. Il resto è storia, a volte leggenda, con molta, molta goliardia.

Tuttavia, oggi sembrano lontani i tempi quando la sfida tra Rovigo e Petrarca infiammava le due città, riempiendo indistintamente Battaglini e Tre Pini, un po’ meno il Plebiscito, ma lì le tribune sono sin troppo capienti.
L’ultimo derby, infatti, è stato disertato da entrambe le tifoserie. Il 21 ottobre scorso, in occasione della gara in Continental Shield, ha gridato “vendetta” la tribuna Est del Plebiscito dove si sono stimate, con larga approssimazione, 750 presenze.

E la domanda sorge spontanea, citando Lubrano: “il Derby d’Italia affascina ancora?”

A metterci del suo, la Federazione Italiana che ha pensato bene di incastrare “la Partita” (non è un errore di battitura la “P” maiuscola) del nostro campionato in mezzo ad un pomeriggio di rugby quando, a poco meno di 110 km (tale è la distanza tra il Battaglini e Monigo) in contemporanea si gioca Benetton vs Zebre nel Pro 14. Non certo una mera mancanza di attenzione, bensì totale indifferenza nei confronti dell’uno e dell’altro match (e dei rispettivi club), inevitabilmente penalizzati. Non siamo noi a dover suggerire le alternative, talmente tante e varie a disposizione degli organizzatori.

Ma alla domanda, una risposta certa la possiamo dare: “Sì, il Derby d’Italia affascina ancora”, perché se è la sfida più longeva tra due fazioni sportive, è anche il simbolo di un rugby che non vuole mollare la presa, anche in tempi difficili come quelli odierni, dove tutto è più complicato e dove il valore di vestire una maglia ha perso molto del suo significato.

Non sarà così domani al Battaglini, almeno ce lo auguriamo, dove sicuramente arriverà tanto pubblico da Padova e la città di Rovigo risponderà in massa all’appello fatto dalla società di via Alfieri. Tra l’altro in settimana è nato un altro club in polesine (Borsea cuore rossoblù) ed anche questo è un segnale che Rovigo lancia al movimento e va colto. Come il tentativo di ricostituire la Lega di Eccellenza, per ora solo nelle intenzioni dei presidenti, che hanno affidato il compito di coordinarli “pro-tempore” ad Alberto Marusso, presidente del San Donà, in attesa eleggere un presidente e formalizzare un consiglio.

Venendo a domani (kick off ore 15:00, arbitro il sig. Vincenzo Schipani di Benevento, AA1 Elia Rizzo, AA2 Matteo Giacomini-Zaniol e Quarto uomo Giuliano Bellinato – diretta streaming su www.therugbychannel.it), prima della gara il ricordo del 40° anniversario di XV del Presidente vs All Black’s a Padova il 22 ottobre 1977 (di cui abbiamo scritto qui  https://www.boccacciorugbynews.it/2017/12/22/padova-22-10-1977-xv-sconosciuti-entrano-nella-storia-mondiale-del-rugby/) e l’ “ostensione” dell’Adige Cup, premio in detenzione per chi vincerà il Derby.

Joe McDonnell, da qualche settimana affiancato da Umberto Casellato, punta tutto sull’approccio mentale alla gara (mancato a Calvisano sette giorni fa), quasi non interessasse l’aspetto fisico, che attualmente pare non essere un problema della sua squadra, seconda in campionato e unica ad aver battuto la capolista Calvisano.
Ecco la formazione annunciata dal tecnico neozelandese: Odiete; Barion, Majstorovic, Van Niekerk, Cioffi; Mantelli, Chillon; De Marchi, Lubian, Zanini; Parker, Ortis; D’Amico, Momberg (cap.), Brugnara. A disposizione: Cadorini, Muccignat, Pavesi, Boggiani, Venco, Loro, Robertson-Weepu, Davies.

Andrea Marcato, tecnico del Petrarca, non fa mistero che giocare di fronte ad un grande pubblico, è di stimolo ai giocatori di entrambe le squadre. Almeno questo e quanto succedeva a lui da giocatore, sia che vestisse la maglia del Petrarca, della Benetton o di Calvisano. Si rammarica per la concomitanza con la gara di Treviso, che potrebbe penalizzare l’affluenza, tuttavia si dice fiducioso che il Petrarca affronterà Rovigo dopo una settimana di preparazione dove non è stato trascurato nessun dettaglio, simulando persino la presenza del pubblico sulle tribune. “Il risultato non influirà sulla classifica – commenta poi Marcato – anche se Rovigo ha certamente interesse di restare incollato il più possibile a Calvisano che sicuramente contro la Lazio incasserà i 5 punti, ma anche a noi interessa uscire a testa alta dal Battaglini”, e non va oltre, forse per scaramanzia, ma è chiaro che il tecnico punta a fare un risultato utile.

Penalizzato dalla mancanza di Michieletto (ndr, domenica con la Serie A è stato espulso con un cartellino rosso e dovrà scontare 3+2 settimane di squalifica, per recidiva) e di Salvetti (fermo per “concussion” subita due settimane fa in Germania) il tecnico ha comunque a disposizione quasi tutta la rosa ed ha annunciato la seguente formazione (leggermente variata rispetto al comunicato stampa di stamane): Riera; Capraro, Benettin, Bacchin, Rossi; Menniti-Ippolito, Su’a; Saccardo, Conforti, Lamaro; Cannone, Gerosa; Vannozzi, Santamaria, Scarsini. A disposizione: Acosta, Marchetto, Delfino, Trotta, Nostran, Francescato, Rizzi, Fadalti.

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