Petrarca, sarà il 2018 il tuo anno?

Con le statistiche individuali giunte al giro di boa, l’analisi rispetto allo stesso periodo della ss 2016-17  e alcune valutazioni.
(foto di copertina di Corrado Villarà)
Ultimo giorno dell’anno solare che quest’anno ci permette anche di fare un bilancio della prima parte del campionato, chiusa sabato scorso con il 161° Derby d’Italia, e di confrontarla con lo stesso periodo della scorsa stagione per cercare di capire il trend del Petrarca allenato da Andrea Marcato e Augusto Allori (valori aggiunti nel Petrarca 2017-18), la scorsa stagione assistenti di Andrea Cavinato.

L’ULTIMA GARA
Subito la prima osservazione: l’ultima partita quest’anno è stato il derby con Rovigo al Battaglini, perso 19-6, la scorsa stagione la gara a Calvisano (dopo le festività) persa 28-20. Rovigo e Calvisano saranno poi le due finaliste, con la seconda che si cucirà lo scudetto per la 6a volta.

LA CLASSIFICA
Stessa posizione in classifica per il Petrarca, terzo lo scorso anno con 33 pt (-1 da Rovigo, -10 da Calvisano) e terzo quest’anno con 32 pt (-4 da Rovigo, -7 da Calvisano). Un livellamento verso l’alto in una classifica che, complessivamente, vede le tre protagoniste staccate di un break dalla quarta (+5 sulle FFOO) mentre lo scorso anno il gap era il doppio (+10 su Viadana). Viadana, Fiamme Oro e San Donà sembrano le più attrezzate per occupare l’ultimo posto nei play off (nel nostro personalissimo ordine).

IL GIRONE DI RITORNO
Girone di ritorno favorevole al Petrarca, in quanto potrà disporre del proprio campo per i match più duri: 13a giornata Calvisano, 14a Fiamme Oro, 16a San Donà, 18a Rovigo.
Apriamo una parentesi: considerata l’ultima gara interna contro Rovigo e ipotizzandone una nelle semifinali, sarebbe opportuno giocarle al “Memo Geremia” allestendo una tribuna provvisoria opposta all’esistente, casse sociali permettendo. Chiusa parentesi.
Solo la 17a giornata in trasferta a Viadana dove, peraltro, lo scorso anno il Petrarca vinse 18-15.

I SINGOLI
Premesso che, i non citati, non sono da meno degli altri, quanto a impegno e spirito di sacrificio, in un roster cambiato molto e con una panchina che fa il pari con la squadra che entra in campo per prima, la sorpresa positiva nel Petrarca arriva dai nuovi arrivati: Cannone, Gerosa, Lamaro, Riera, Rizzi e Santamaria (in stretto ordine alfabetico), sono tra i migliori acquisti degli ultimi anni. Senza nulla togliere agli altri, ovviamente, in qualche caso penalizzati dagli infortuni che li hanno tenuti lontani troppo tempo dal campo. Ci riferiamo ad esempio a Bacchin (rientrato da due gare), Ragusi (che ha esordito con meta con la Cadetti). Nessuno dei nuovi ha sofferto il “declassamento” dal Pro 14, e questo significa anche molta professionalità.

A sx Niccolò Fadalti (ph Stefano Delfrate); al centro Andrea Menniti-Ippolito (ph Corrado Villarà) e a dx Alessandro Vannozzi (ph Corrado Villarà)

Sempre riferendoci allo stesso periodo dello scorso anno, grandi conferme sono arrivate da Andrea Menniti-Ippolito che mantiene un minutaggio tra i più alti (893’) e un rendimento in termini di punti altrettanto cospicuo, dividendosi con eguale destrezza tra il ruolo di estremo e quello di apertura: 74 pt (2 mete). Lo scorso anno i punti erano 69 (4 mete), ma dalla piazzola il primo tiratore era Nikora. Nel confronto dei punti, quest’anno la somma di quelli maturati dai tre calciatori (Menniti-Ippolito, Fadalti e Rizzi) sono 159 (4 mete complessive), mentre lo scorso anno erano 155 (86 Nikora, 69 Menniti-Ippolito) con 5 mete marcate complessivamente (i dati si riferiscono al campionato e agli incontri di coppa).

Secondo il nostro personalissimo giudizio, ottime le prestazioni di Niccolò Fadalti, quest’anno giustamente rivalutato da Marcato. L’utility back cresciuto nelle giovanili del Tarvisium ha ricambiato la fiducia del suo allenatore con 44 punti (1 meta), 2 M.O.M. in 748’ tra campionato e coppa. Una garanzia. Altra storia la scorsa stagione: solo 327’ in 5 presenze, 5 punti.

Cresciuto a vista d’occhio anche Alessandro Vannozzi, punto fermo di Marcato a destra in prima linea. Rispetto alla scorsa stagione il pilone laziale, già forte in chiusa, ha acquisito buona mobilità in campo aperto. Per lui 13 presenze, 686’ e 4 mete, secondo miglior realizzatore con Riera, dopo Rossi.

Simone Rossi è il giocatore più utilizzato in termini di minutaggio (930’), metaman del Petrarca con 7 mete (5 campionato, 2 coppa) in 12 presenze complessive (8 campionato, 4 coppa). Notevoli minutaggi anche per capitan Saccardo (779’, 12 presenze), Gerosa (756’, 13 presenze), Cannone (756’, 13 presenze), Lamaro (754’, 11 presenze), Santamaria (741’, 12 presenze), Conforti (692’, 10 presenze). Ineccepibile l’agonismo e la dedizione di quest’ultimo, premiato come miglior giocatore dell’Eccellenza nel campionato scorso.

Notevoli passi avanti anche per Enrico Francescato che ha sostituito con autorevolezza Jeremy Su’à (rientrato da poco dopo l’operazione alla spalla): il “bocia” ha totalizzato 761’ e 12 presenze, ricoprendo all’occorrenza anche il ruolo di ala.
Costante nel rendimento Andrea Bettin nelle 11 gare disputate, ora però fermo per infortunio.
Cenni di merito anche agli esordienti: Paolo Cortellazzo (4 gare) bloccato però da un infortunio e Tommaso Coppo (2 presenze e 1 meta), giovani cresciuti nel vivaio del Petrarca.

LA SQUADRA
Complessivamente una buona prima parte di campionato e una qualificazione in coppa sfuggita di un nulla. I tecnici (Marcato e Allori, in primis) hanno lavorato molto per ricostruire uno spogliatoio mentalmente distrutto nel finale della scorsa stagione, ed i risultati sono sotto l’occhio di tutti. Qualche elemento gioca poco, ma si sacrifica per la squadra e questo significa molto per garantire il forte spirito di gruppo che traspare, palpabile. Caratteristica peculiare del Petrarca è la difesa, la migliore del campionato, cui però fa da contraltare la mancanza di incisività in attacco. Solo 25 mete in campionato (11 in 4 gare di coppa), molto distante da Calvisano (43 mete in campionato) che ha il miglior attacco, dietro, pur di poco, alla Femi CZ Rovigo (28 mete). In questo senso, al Petrarca servirà fare il “salto di qualità”, acquisendo maggior padronanza dei propri mezzi, limitando qualche errore di troppo. Il girone di ritorno, come dicevamo all’inizio, dovrebbe favorirne la crescita, ma per conquistarsi il “rispetto” e le “pretese” di finale, dovrà cercare di battere chi le sta davanti in classifica (leggi Rovigo e Calvisano). Una mano la daranno certamente i rientri degli ultimi indisponibili (da notare che il Petrarca non ha quasi mai giocato con un nr 8 di ruolo) unitamente ad un rinforzo in prima linea, come di recente ipotizzato al Gazzettino dal Direttore Generale, Beppe Artuso.

Il campionato riprenderà il 6 gennaio con il Petrarca in trasferta all’Acqua Acetosa contro la SS Lazio.
Di seguito la tabella riepilogativa dei singoli giocatori.

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