Petrarca vs Calvisano: l’analisi di Angelo Volpe

I pro e i contro della gara vinta dal Petrarca

Menniti-Ippolito, con Fadalti ancora una volta decisivo al piede nella vittoria contro Calvisano (ph di Franco Cusinato)

di Angelo Volpe
(foto di Franco Cusinato)

Permettetemi qualche considerazione a ruota libera sulla partita vittoriosa di ieri.
Cominciamo da quelle positive:

  • Vincere fa sempre bene al morale e serve a rinvigorire l’autostima del gruppo e dell’ambiente
  • Battere la capolista vale doppio, perché oltre a quanto sopra, si aggiunge un carico da undici, ossia insinuare qualche dubbio (macerante) nella testa del Calvisano che già all’andata aveva vinto a fatica, pur giocando buona parte del match in superiorità numerica e ora deve ingoiare una sconfitta. Segno che il primato potrebbe poggiare su fondamenta fragili e che il gap con le inseguitrici – il Petrarca in particolare – non è poi così significativo e insuperabile
  • Accorciare la classifica in vetta portando la distanza con la capolista a soli quattro punti significa potenzialmente mettere in discussione la composizione dei play off e le partite incrociate di semifinale (prima-quarta e seconda-terza)
  • Il dominio territoriale della partita di ieri è stato schiacciante a favore del Petrarca. Nel primo tempo il Calvisano ha messo fuori la testa dalla propria metà campo una volta soltanto (segnandola prima meta). Nel secondo tempo le cose sono andate più o meno nello stesso modo con un buon 80% di dominio territoriale per i tuttoneri. Segno di una pressione costante e asfissiante, come mai si è vista in questo campionato, nemmeno contro squadre di modesta levatura. Questo significa nessun calo di concentrazione, nessun calo mentale e tanto meno fisico. Esattamente il contrario di quanto visto finora in campionato: lunghe pause che permettevano agli avversari di farsi sotto, prendere coraggio e mettere in discussione l’esito dei confronti. Non così sabato. Pressione costante senza permettere agli avversari di riorganizzarsi mentalmente e costringendoli a falli ripetuti che alla fine degli ottanta hanno fruttato 18 punti dalla piazzola per i cecchini Fadalti e Menniti.
  • La squadra ha lottato in campo. Lottato nel senso stretto del termine. I nostri ragazzi non si sono lasciati intimidire dall’atteggiamento aggressivo del Calvisano, squadra esperta e smaliziata. Anche troppo, visti i continui fuori gioco con cui rompevano il gioco offensivo dei nostri. Gravi le responsabilità dell’arbitro in questo caso, per non aver saputo frenare le furbizie antiregolamentari del Calvisano
  • Ieri bravi tutti, indistintamente. Tutti ci hanno messo l’anima e anche di più. Difficile fare una graduatoria dei più meritevoli. Mi piace però segnalare Giovanni Marchetto, chiamato a sostituire gli infortunati Santamaria e Delfino con la maglia n. 2. Lo ha fatto con tanta grinta e volontà di far bene. Lo si è visto fin dal primo minuto che era in giornata. Aggressivo e mobile, rognoso nel fare pressione sugli avversari fino a stordirli. Bravo Giovanni. Una seconda (e ultima) menzione per la coppia Fadalti e Menniti Ippolito. Li metto in coppia perché a mio avviso sono i trascinatori della squadra in questa stagione. Fadalti ha ritrovato smalto ed entusiasmo finora repressi dalla precedente gestione tecnica della squadra. Quest’anno è letteralmente esploso (o riesploso). Sia per quanto riguarda la precisione dalla piazzola, sia per il gioco espresso. Lo puoi mettere all’ala o estremo, che comunque sia il suo apporto alla squadra è un misto di genio e sregolatezza che fa la differenza. Per Menniti il discorso è più o meno lo stesso. Meno fantasioso di Nick Fadalti, ma concreto, puntuale, affidabile. Estremo o apertura è sempre una garanzia. E ormai si sta specializzando nel killeraggio dell’ultimo minuto. Dopo il drop del sorpasso all’ultimo secondo contro Reggio, ieri ha buttato dentro il piazzato della vittoria (e contro sorpasso) ai danni di Calvisano. Freddo e concentrato, nonostante la responsabilità della vittoria o della sconfitta in quei momenti sia tutta sulle sue spalle. Una vera sicurezza che lo pone in evidenza come uno dei migliori giocatori dell’Eccellenza.
  • Raramente si è visto il pubblico della tribuna della Guizza sostenere così a gran voce i giocatori. Solitamente freddo e poco incline all’incitamento, ieri il popolo tuttonero ha dato fondo alle riserve di voce incitando come non mai i ragazzi in campo. Bravi tutti, in campo e fuori.

Passiamo ora alle note negative.

  • Il Petrarca ha attaccato per tutta la partita, ma non ha segnato neppure una meta. Raramente ha superato la linea dei 5 metri avversari. Una conferma della difficoltà di concretizzare la grande pressione esercitata. Insomma, molti sforzi, molto pressing e poche mete.
  • Il Calvisano è entrato nella metà campo petrarchina poche volte, da contare sulle dita di una mano. Ma quando l’ha fatto ha lasciato il segno. Lo score del match dice che il Calvisano ha perso segnando due mete. Per contro, il Petrarca ha vinto senza segnare alcuna meta.
  • Il Petrarca ha spesso attaccato retrocedendo. Merito del Calvisano e della sua difesa aggressiva e avanzante, ma demerito del Petrarca che pur picconandolo incessantemente, non è riuscito a sfondare il muro dei calvini.
  • Ne discende che i problemi principali da affrontare da qui in avanti sono: mettere a punto l’attacco e il “killer istinct” dei nostri ragazzi. Non è accettabile attaccare per 70 minuti su 80 e non riuscire a segnare. Significa vanificare sforzi e fatica attingendo a un serbatoio di risorse fisiche e mentali che non è inesauribile. Per cui non è possibile sprecare nulla.

Un cenno a parte merita l’arbitraggio. Ieri il signor Blessano ha ignorato sistematicamente i fuori gioco del Calvisano. Cosa che ha di fatto condizionato l’andamento della partita, facendo sì che la difesa dei gialloneri avesse spesso e facilmente buon gioco sull’attacco petrarchino. Dispiace dirlo, ma certe prestazioni arbitrali, quando in campo c’è il Calvisano, lasciano facilmente ampio spazio a dubbi e insinuazioni circa i rapporti di sudditanza psicologica tra la classe arbitrale e la presidenza della Federazione. Poi è molto difficile dire che l’arbitro ha sempre ragione e non si discute…

In ultima sintesi: bravi ragazzi. É stato un piacere vedervi in campo contro la capolista con tanto orgoglio e tanta grinta.

Vi vogliamo sempre così. Forza Petrarca!

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