Domate le Fiamme, il Petrarca è in finale

Al “Plebiscito” ultimo atto contro Calvisano.

Un’immagine di repertorio della sfida che si prospetta al Plebiscito tra Petrarca e Calvisano (ph Corrado Villarà)

di Angelo Volpe
(in copertina foto di Franco Cusinato)

L’obiettivo della finale del campionato d’Eccellenza è stato raggiunto (Petrarca-Fiamme Oro 24-10). Dopo 7 anni dallo scudetto del 2011, il Petrarca si ripropone per il titolo italiano. La seconda semifinale tra Calvisano e Rovigo si è disputata ieri pomeriggio ed ha emesso un verdetto contrastatissimo fino all’ultimo secondo. A vedersela col Petrarca il 19 maggio al Plebiscito sarà il Calvisano.

Torniamo però al match con le Fiamme Oro.
Tatticamente mi è sembrato di assistere ad una corrida. Il copione è quello classico. Il toro entra nell’arena furioso e voglioso di dare battaglia a suon di incornate. Il torero lo fa sfogare, lo controlla, lo sfianca. Lo infilza più volte, ma lo ferisce soltanto. Poi ad un certo punto il torero decide che non è più tempo di indugi. Bisogna chiudere la corrida e “matare” il toro. Afferra la spada, punta il toro e affonda il colpo mortale. Esattamente quello che è successo ieri nella prima semifinale. Dopo aver sfiancato le Fiamme e lasciato che sfogassero ogni loro forza fisica e mentale, il Petrarca ha deciso che non c’era più niente da attendere. Ed ha colpito. Duramente e definitivamente. Due mete in una manciata di minuti. Un uno-due micidiale di Delfino (carrettino inarrestabile) e Rossi (una volata fantastica da 70 metri lasciandosi dietro almeno 3 o 4 avversari) e le Fiamme sono definitivamente stramazzate al suolo. Il torero ha “matato” il toro, il Petrarca è in finale.

Onore agli sconfitti che hanno raccolto scroscianti applausi dal pubblico della Guizza, ma trionfo conclamato per i Neri che raggiungono l’obiettivo della finale di Eccellenza 2018.

Metafore a parte, la partita di sabato è stata molto sofferta e incerta fino a una quindicina di minuti dalla fine. Il piede in finale il Petrarca ce l’aveva già messo saldamente dopo la gara di andata, quindi toccava alle Fiamme “fare” la partita, ossia prendere l’iniziativa nel tentativo di sovvertire la situazione. E così è stato. Il primo tempo, ma anche parte del secondo, è stato tutto di marca cremisi, con il Petrarca che si limitava a controllare la situazione con una linea di difesa granitica, lasciando sfogare gli avversari che davano fondo ad ogni loro energia nel tentativo di fare breccia. Coraggiosi e indomiti i poliziotti, ma la difesa del Petrarca ha retto più che bene, tant’è che intorno al decimo minuto di gioco della ripresa tutti gli sforzi delle Fiamme avevano portato il risultato sulla parità (10-10), ma nulla più. La qualificazione alla finale del Petrarca non è mai stata messa in discussione. Difesa ferrea quella dei Neri, grande battaglia intorno ai raggruppamenti con un Nostran monumentale (man of the match meritatissimo). Ma non solo lui, tutta la squadra si è votata al sacrificio in maniera encomiabile. Unica, grande, pecca: la touche. Sabato proprio non c’è stato verso di farla funzionare a dovere, se non dopo l’ingresso in campo di Saccardo. E venendo a mancare una delle fonti del gioco, il Petrarca ha fatto un’enorme fatica a costruire un efficace canovaccio di gioco in attacco. La touche ha sofferto l’indicibile, ha perso rimesse preziose. Al contrario della mischia chiusa in cui il Petrarca si è fatto rispettare, anzi di più, imponendosi alla lunga sulla prima linea avversaria composta di ex tuttineri, Iacob e Zago.  Le cose in touche sono cambiate, e di molto, con l’entrata in campo di Saccardo poco dopo l’inizio del secondo tempo. É cambiata la touche, è cambiato il Petrarca. Il capitano ha dato nuova linfa e nuova energia al motore petrarchino che sembrava addirittura sul punto di soccombere a causa di un doppio cartellino giallo dell’arbitro Piardi (ma qualcuno ha visto o capito il perché dell’espulsione di Santamaria?). Il Petrarca, prima in 14 e poi in 13, invece ha saputo reagire e proprio in inferiorità numerica è venuta la meta di Riera. Bella e rivitalizzante. Un’iniezione di fiducia per tutta la squadra. I nostri ragazzi avevano lavorato duramente ai fianchi le Fiamme che comunque riescono ancora a dare prova di vitalità con la meta di Quartaroli che riportava il punteggio sul 10-10.  Ma poi il torero ha deciso di farla finita…

Adesso resta solo da attendere il 19 maggio. Ma senza montarsi la testa o lasciarsi andare a facili entusiasmi. Gestire il carico emozionale sarà uno degli aspetti principali di questi 15 giorni che ci separano dalla finale. Andrea Marcato ha a disposizione un gruppo formidabile che a differenza dalle ultime stagioni ha dalla sua la serenità e la forza del gruppo. Importante non farsi prendere la mano e mantenere un profilo basso. Il Calvisano è squadra forte in ogni reparto. L’ha dimostrato proprio ieri tenendo testa al Rovigo che pure ha il merito di aver segnato più mete degli avversari. Del resto, il Calvisano lo conosciamo bene. Nella regular season il bilancio è di parità con una vittoria per parte. Ogni pronostico è possibile.  Il Petrarca ha dalla sua uno stato di forma eccezionale e una panchina di altissimo livello, ben oltre i 23 giocatori schierabili a referto.

Certo che se fosse passato il Rovigo una finale al Plebiscito con una cornice festante di 5-6.000 o forse più spettatori avrebbe avuto ben altro fascino. Ma il destino ha fatto la sua scelta e dal giro di roulette è venuto fuori il Calvisano. Onore al Rovigo, mai domo.

Fra 15 giorni l’epilogo finale. C’è tempo per recuperare eventuali infortunati ed entrare nella giusta atmosfera. Che è quella di puntare più che mai determinati alla vittoria con la giusta modestia e un sano realismo, ma comunque consapevoli delle nostre capacità e potenzialità.  Sarebbe necessario ora più che mai un periodo di calma e tranquillità per allentare l’inevitabile pressione psicologica che graverà sul gruppo. Si può ottenere pensando a lavorare e a lasciar fare ad Andrea Marcato, vero 16.mo uomo in campo. Un punto di riferimento per tutto il Petrarca.

Non resta che pazientare, il Plebiscito ci aspetta. FORZA NERI!!!

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