Il Petrarca fa 13 e vince il titolo

Al Plebiscito, battuto Calvisano 19-11.
La fine o l’inizio di un ciclo?
Non dimentichiamoci presto di essere i Campioni d’Italia.

L’esultanza di Alberto Saccardo, di Andrea Marcato e Corrado Covi con tutta la squadra alla premiazione (ph Franco Cusinato)

di Enrico Daniele
(foto di Franco Cusinato)

Il Petrarca non sente la crisi del settimo anno.

In barba ai detti popolari e confermando la maggior parte dei pronostici, il XV bianconero vince il suo 13° scudetto tricolore battendo 19-11 il Patarò Calvisano, a sette anni di distanza dall’ultimo, il secondo titolo dell’era play off e prima volta al Plebiscito.

Il pensiero di Andrea Marcato dopo il fischio finale di Liperini va immediatamente a Giorgio Sbrocco, che alla Guizza aveva speso una vita. Prima di lasciarci, Giorgio aveva pronosticato con abbondante anticipo la vittoria del Petrarca.

Marcato a 35 anni diventa il secondo allenatore più giovane a conquistare uno scudetto, dietro a Vittorio Munari, che lo vinse prima di lui di un anno.

Onore al merito al Patarò Calvisano di Massimo Brunello, arrivato al Plebiscito da campione d’ Italia in carica alla quinta finale consecutiva (tre vinte a scapito di Rovigo) mai doma, che ha creduto sino all’ultimo di poter vincere l’ultimo round.

Nella conta degli scudetti il Petrarca fa un passo avanti nei confronti dei rivali in rossoblù, che ora sono dietro di una lunghezza ai padovani.
Un successo meritato dai giocatori capitanati da Alberto Saccardo, il figliol prodigo tornato a Padova nella scorsa stagione dopo un lungo peregrinare tra le società di Eccellenza di mezza Italia, che con Andrea Marcato ha avuto il merito di riscostruire e ricompattare uno spogliatoio devastato psicologicamente nella seconda parte della stagione scorsa.

Una vittoria che corona il grande lavoro di tutto il team bianconero che per la finale ha consegnato nelle mani del tecnico padovano 38 giocatori sui 40 disponibili: dal team manager Guido Zorzi al magazziniere Paolo Nicoli; dai preparatori atletici Alessandro Chillon e Fabio Michelon, al fisioterapista Lorenzo Sandri, a tutto lo staff medico, Carlo Andreoli e Andrea Salar sino all’ assistant Augusto Allori, l’ombra silenziosa ma indispensabile di Andrea Marcato, e a Giovanni Maistri, video analyst.

Andrea Marcato e Augusto Allori con il Presidente, Enrico Toffano (ph Enrico Daniele)

Un premio alla società del presidente Enrico Toffano, che ha avuto l’intuito di consegnare squadra e panchina al giovane tecnico padovano (n.d.r.: “…prima che ce lo rubi la Federazione…” aveva dichiarato ad inizio stagione) e ad Alessandro Banzato, il “gemello diverso” di Toffano, vicepresidente, ma non secondo in fatto di impegno economico. Un riconoscimento al nuovo DG Beppe Artuso e al diesse Corrado Covi, due pilastri nei successi tricolori degli anni ottanta petrarchini: il primo ha pianto negli spogliatoi dopo la vittoria, il secondo è esploso di gioia con il crest in mano sul palco delle premiazioni.

Un trionfo anche di pubblico, giunto da ogni parte d’Italia, e soprattutto per la città di Padova che ha risposto in massa all’appello del Petrarca: oltre 6.000 i biglietti venduti al botteghino che sommati ai non paganti (under 16 e invitati) hanno fatto ribollire il Plebiscito mai così pieno dai tempi del primo Derby Day.

Uno scorcio della tribuna est del Plebiscito: stimate quasi 7.000 persone in tutto lo stadio (ph Franco Cusinato)

Se la vittoria è il successo di tutto il Petrarca, un cenno di merito va certamente ad un paio di protagonisti della finale e della stagione appena conclusa.
Ci riferiamo ovviamente ad Andrea Menniti-Ippolito e Simone Rossi.

Il primo, Man Of The Match della finale, ha di fatto consegnato lo scudetto al Petrarca con un meraviglioso drop da 40 metri (il secondo dopo quello messo dentro nel primo tempo) che a nove minuti dal termine ha stroncato definitivamente tutte le velleità di rimonta del Calvisano. In stagione, il “Menni” aveva tolto le castagne dal fuoco a Noceto contro Reggio nella stessa maniera, portando il Petrarca alla vittoria, così come aveva inchiodato Calvisano e San Donà nelle gare di ritorno alla Guizza con altrettanti calci piazzati.

Andrea Menniti-Ippolito, Man Of The Match nella finale (ph Franco Cusinato)

Il secondo conclude un campionato strepitoso.
Il “Frecciarossi” arriva “in stazione” per la 13a meta stagionale (9 in campionato, 2 in coppa, 1 nei play off e 1 in finale). Meta Man del Petrarca, l’ala milanese arriva al bersaglio con l’apparente facilità di una lama di coltello nel burro. Incontenibile nei brucianti lungolinea, Simone trova lo spazio e la forza di resistere ai placcaggi avversari.

Simone Rossi in meta nella finale scudetto (ph Franco Cusinato)

Due talenti che il Petrarca si tiene stretto ma che meriterebbero palcoscenici più elevati.

E due gli episodi che accomunano la finale di sabato a quella di sette anni fa. Sono due giocatori a mandare in apprensione il pubblico di parte petrarchina. Al “Battaglini” nel 2011 ad uscire anzitempo in barella fu Tim Walsh; al Plebiscito sarà il “gladiatore” Federico Conforti ad essere accompagnato al pronto soccorso per un brutto colpo che gli ha fatto perdere momentaneamente conoscenza. Alla domanda dei medici che accertavano le sue condizioni prima di rimetterlo in piedi, Conforti rispondeva sicuro: “Sulle tribune sono in 6.500 e noi stiamo vincendo!”.
Ci tornerà “Chicco” al Plebiscito, giusto in tempo per godere della gioia assieme ai suoi compagni e ai tanti tifosi, Ombre Nere in testa, che sono rimasti sin dopo l’una di notte nel terzo tempo, allestito perfettamente e come sempre dalla Clubhouse del Petrarca. Roberto ed Hayat Bavaresco, con il loro infaticabile staff, sono anch’essi protagonisti di una meravigliosa stagione bianconera conclusa nel migliore dei modi.

Il pensiero adesso va oltre, a domani.
Per qualcuno è la fine di un ciclo iniziato sei anni fa, per altri solo l’inizio di uno nuovo.

Ci auguriamo che il “dopo” sia diverso dal primo: che non ci si dimentichi troppo presto di essere campioni d’Italia. Che il frutto di tanti sacrifici venga riconosciuto e ricambiato almeno sino alla fine del prossimo campionato che sarà più lungo e, si spera, ancora più avvincente del precedente visto che sul totale di dodici squadre, sei saranno venete, due padovane.

Il Boccaccio Rugby News ha cominciato la sua avventura proprio nella stagione del 12° scudetto e questo è il secondo emozionante trionfo che vive scrivendo del Petrarca. Continueremo a dare il nostro contributo, compatibilmente con le nostre possibilità e con i nostri limiti perché anche noi, nel nostro piccolo, ci sentiamo un po’ protagonisti di questo successo.
Durante l’estate scriveremo un po’ meno, ma cercheremo comunque di restare sempre in contatto con voi per tenervi informati su quello che succede in casa bianconera.

Intanto godiamoci insieme questa esaltante vittoria.
Forza Petrarca. Sempre!

1 commento
  1. luca dice:

    Grande Enrico e complimenti anche a te come speaker e x l’impegno profuso sempre.
    Mi raccomando tienici “informati su quello che succede in casa bianconera”

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