Petrarca, esordio vincente

Il campo non tiene conto delle leggende.
Ha vinto il più forte, ma onore ai debuttanti.
Top12: quaranta punti sembrano essere il ticket di riferimento.

Geronimo Albertario, seconda linea argentina del Valsugana Rugby. Ieri nel derby un cartellino giallo (ph dal sito Valsugana Rugby)

di Angelo Volpe
(in copertina immagine dal sito Valsugana Rugby)

Valsugana-Petrarca 9-40; 6 mete a zero e 5 punti in classifica per il Petrarca Campione d’Italia.

Prima di campionato secondo pronostico. Alla vigilia la metafora più abusata è stata “Davide contro Golia” significando implicitamente come le forze in campo fossero ìmpari, ma al tempo stesso, sapendo come nella leggenda andò a finire per Golia, che si era istintivamente portati a parteggiare per il più debole Davide/Valsugana.  Ma il campo non tiene conte delle leggende e alla fine il risultato è stato netto a favore di Golia/Petrarca. Netto sì, ma la partita che si è vista in campo rende onore ai debuttanti che ci hanno messo il cuore dall’inizio alla fine sopperendo con il coraggio alla diversa caratura tecnica e tattica. Emblematici i primi 4 minuti del primo tempo. Palla al Valsu che mantiene costantemente il possesso con una serie prolungata di ripartenze e di cambi di fronte.  Il Petrarca tiene botta e alla prima occasione in cui tocca palla, va in meta. Cinismo e lucidità in quantità, come è giusto che sia per i campioni in carica. Da lì in poi il Valsu ha subìto per tutto il primo tempo e per l’inizio della ripresa, riuscendo a metter dentro solo 3 calci di punizione realizzati dal cecchino Roden. Sul 40-9 e ancora trenta minuti da giocare nel secondo tempo, tutto faceva presagire a una mattanza in grande stile del Petrarca. Invece no. La “whiteandblue army” (come si autodefiniscono quelli del Valsu) non c’è stata a fare la vittima sacrificale e ha reagito caparbiamente. Da lì in poi nessuna segnatura, ma si è visto il Valsu che rispondeva colpo su colpo, pur senza mai essere particolarmente pericoloso, soprattutto per merito della coriacea difesa del Petrarca. Ma il fatto che i Neri abbiano dovuto ricorrere alla loro miglior difesa per contenere il Valsu va a tutto merito degli avversari.

Abbiamo detto della difesa e del senso cinico del Petrarca nell’affondare i colpi ad ogni buona occasione. Ma ci sono anche delle fasi di gioco che hanno mostrato qualche limite. Per esempio, la mischia non è stata dominante come sarebbe stato lecito aspettarsi. Anzi ha beccato più di qualche calcio di punizione. Il mitico carrettino da moule petrarchino si è visto poco e male (anche se ha portato a casa una meta tecnica…). Anche in questo caso merito del Valsugana che ne ha grippato spesso e volentieri gli ingranaggi ancora non perfettamente a punto. La touche è stata spesso in difficoltà, contrastata efficacemente dai biancoblù. E infine gli errori di mano, o “handling errors” come dicono quelli che ne capiscono. Tanti, troppi (da entrambe le parti). Il gioco conseguentemente è stato costellato da infinite interruzioni, finendo per condizionarne la fluidità e lo sviluppo di azioni articolate. Ma tutto questo era prevedibile per la prima partita di campionato, arduo e pretenzioso esigere di più e di meglio. In questi casi si suol dir che ci sono ampi margini di miglioramento. Ma il Rovigo già è alle porte.

Sabato prossimo si giocherà nuovamente al Plebiscito per il Derby con la “D” maiuscola. Altra musica, altri suonatori. E speriamo altro pubblico che ieri era sì, numeroso, ma non numerosissimo per essere un derby. Contro il Rovigo ce ne vorrà almeno il doppio per sostenere adeguatamente i nostri ragazzi. Sperando anche in una giornata meno calda o almeno nuvolosa, perché ieri tutti, in campo e in tribuna, abbiamo subito temperature devastanti.

Un ultimo cenno sul campionato Top 12 che ha preso il posto dell’Eccellenza.

Già dalla prima giornata i risultati hanno evidenziato quanto previsto in questi mesi. Le squadre più accreditate hanno vinto largamente, ciascuna con una quarantina di punti segnati e pochi subiti. Un solo match in equilibrio tra Medicei e Reggio. Ovvero le previsioni di un campionato a 12 squadre nettamente segmentato si sono ampiamente avverate. Quaranta punti sembrano essere, per ora, il ticket di riferimento. Ha senso? Non sarebbe stato meglio ridurre da 10 a 8 le squadre invece di passare da 10 a 12 immettendo formazioni prevedibilmente non adeguate a reggere il confronto con le più forti? Il rugby italiano ha davvero 12 squadre da Top 12 e conseguentemente circa 450/500 giocatori di livello in rosa (circa 35/40 per 12 squadre)? Giova al campionato, alle squadre, ai giocatori, al movimento tutto, perdere subendo tanti punti, piuttosto che disputare match più equilibrati in termini di forze in campo e di punteggio? Personalmente mi sono da sempre detto contrario alle 12 squadre, staremo a vedere se il trend della prima di campionato sarà confermato oppure no.

Forza Petrarca!

1 commento
  1. stefano dice:

    Tornando alle temperature devastanti cosa impedisce di utilizzare anche la tribuna ovest all’ombra ? ieri ci siamo grigliati bene. Forza Petrarca

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