Il Petrarca lascia a zero Rovigo

La forza del Petrarca: un gruppo intercambiabile.
Show indecoroso di Gianmarco Vian, punito solo col giallo.
Tre gli errori di Rovigo: non cambiare tattica, non contestare le touche e non piazzare.

Simone Ragusi, Man Of The Match del Derby d’Italia nr 163. In mancanza di Menniti-Ippolito è stato designato a calciare dalla piazzola. Per lui il 100% delle realizzazioni e 9 punti dei 16 con i quali l’Argos Petrarca Rugby ha lasciato al palo Rovigo (ph Fotovale)

di Angelo Volpe
(in copertina foto di Marco Basso – Fotovale)

Derby n. 163, Petrarca 16 – Rovigo 0. Petrarca una meta e tanta difesa= 16 punti segnati e 4 in classifica. Rovigo poca lucidità e zero punti segnati in campo, zero punti incamerati in classifica.
Battaglia tanta però, lecita e non. Molta tensione, nessuno che ci sta a perdere, nervi a fior di pelle, scaramucce continue che distolgono dal gioco. Il campione di questo clima da derby è il n. 6 rossoblu, tale Vian, rugbysticamente proveniente da San Donà dove lo ricordano come un ragazzo tranquillo (dev’essere l’aria del Polesine a scatenare aggressività fuori luogo). Invece ieri si è esibito in uno show indecoroso (per lui) e imbarazzante (per il suo club). Intanto è stato graziato dalla terna arbitrale che gli ha comminato solo un giallo invece del cartellino rosso. Ma la cosa poteva finire lì, se non fosse che uscendo dal campo ha cominciato a fare gestacci verso gli avversari e anche verso la panchina petrarchina (probabilmente accompagnando il tutto anche con qualche frase di troppo). Indecoroso al punto che il coach Casellato non lo ha più fatto rientrare in campo dopo i 10 minuti in castigo. E questo dice tutto.

Ma torniamo al match giocato. Che è stato bruttarello assai, a dirla tutta. Di certo una guerra di topi in trincea, piuttosto che una sfida tra eleganti spadaccini. Il Petrarca ha sfoderato come al solito una difesa granitica contro cui è andato a sbattere senza sosta il Rovigo incapace di variare gioco, schemi e tattica. Francamente era da parecchi anni che non si vedeva un Rovigo così brutto. Litigioso sempre, ma deludente e inconcludente così, molto raramente.

Da parte del Petrarca, una partita dai due volti come la precedente con Valsugana. Primo tempo di spessore con segnature in grado di mettere un’ipoteca importante sull’incontro; secondo tempo sotto tono, volto più a controllare che a comandare il gioco. Ma, come detto, a dettare legge è stata la difesa petrarchina, davvero un muro invalicabile, soprattutto per chi si ostina a contrarla frontalmente invece di tentare diverse alternative.

Durante la lettura delle formazioni, un brivido è corso tra il pubblico quando con la maglia n. 10 è stata notata l’assenza di Menniti Ippolito (si è poi saputo, causa indisposizione). Si sa quanto sia importante il popolare Menni nell’economia di gioco dei Neri. Ma la forza del Petrarca sta nel gruppo e dunque nessun problema. All’apertura è andato Benettin (e scusate se è poco!), mentre la responsabilità di calciare se l’è presa Ragusi. Scelte azzeccate. Benettin ha svolto il suo compito in maniera impeccabile, mentre Ragusi ha realizzato il 100% dalla piazzola. La forza del gruppo del Petrarca è questa. Intercambiabilità tra tutti i giocatori della rosa, senza che ne venga compromessa la qualità di rendimento.

La touche dei Neri ha fatto vedere i sorci…rossoblu agli avversari, che hanno subito costantemente la maggiore organizzazione petrarchina. Vero acchiappatutto è stato come al solito Trotta (ma il loro compito lo hanno svolto diligentemente tutti i saltatori), tanto che, se Ragusi non avesse performato splendidamente dalla piazzola (e non solo dalla piazzola), avrebbe potuto meritare il man of the match. Da annotare la scelta del Rovigo (attuata per più volte specie nel primo tempo) di non contestare le touche e non contrastare la moule del Petrarca. Una scelta di gioco, un trabocchetto se vogliamo, per indurre il Petrarca al fallo (ostruzione, volgarmente detto “muro”, perché il pallone è dietro ai giocatori e non in mano a chi va in percussione). Giocata non frequente, anzi molto inusuale, ma i Neri non ci sono cascati ed hanno gestito la palla correttamente senza incorrere in falli, dimostrando lucidità e attenzione. Bravissimi, complimenti.

Le due mischie si sono battute alla pari, nonostante il Rovigo, ritenendosi evidentemente superiore, abbia più volte sfidato apertamente gli avversari scegliendo di non piazzare delle facili punizioni. A mio avviso, se si dovessero muovere dei rimproveri alla squadra di Casellato, sono essenzialmente tre: primo e più importante, non variare tattica e piano di gioco nel corso del match; secondo, non contendere le touche specie nel primo tempo lasciando agli avversari una importantissima fonte di gioco; terzo, scegliere di non piazzare almeno 3 o 4 facili punizioni. In un match con punteggio così stringato, rinunciare a facili punti per scegliere la via della gloria sfidando la mischia avversaria denota, a mio modestissimo avviso, supponenza e presunzione. Che sono state castigate a dovere, poiché il Rovigo, più che andare a sbattere testardamente contro il muro difensivo petrarchino, non è riuscito a fare. Contenti loro, contenti tutti. Che nessuno se ne abbia a male, sono opinioni e come tali non condivisibili.

Torniamo al Petrarca e a un punto dolente, la disciplina. A fine gara, intervistato a caldo, Marcato lamentava i troppi falli commessi nel secondo tempo dalla sua squadra. Ma non solo. Disciplina significa anche attenersi al piano di gioco e lavorare per la squadra piuttosto che per sé stessi. Nell’intervista il coach ha detto che qualcuno aveva giocato troppo individualmente. Il che è un problema. Perché finisce per ritorcersi contro la squadra stessa. Il coach Marcato saprà lavorare adeguatamente anche su questo. Occhio anche ai cartellini gialli. Con quello di ieri a Cannone siamo già a due sin bin in due partite. Può bastare così, diamoci un taglio, please.

La settimana prossima tocca al Viadana, in trasferta. Si giocherà in posticipo, domenica 30 alle ore 16. Partita molto difficile di per sé, trattandosi una squadra forte e ben attrezzata, accreditata per essere una delle protagoniste del campionato. Il match di domenica sarà ancora più difficile, perché ieri il Viadana ha perso a Roma contro la Lazio. Pronostico sovvertito ad opera dei romani che quando meno te lo aspetti fanno il botto. Viadana vorrà rifarsi prontamente. Il Petrarca è avvertito… Appuntamento allo stadio Zaffanella fra 7 giorni.

Forza Neri, Forza Petrarca!

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