Il Petrarca vince a Viadana (nonostante il motore imballato)

A Viadana il XV di Marcato incostante nell’esprimere tutta la sua potenza.

Luca Nostran: a Viadana fascia di capitano e la meta dell’Argos Petrarca Rugby (ph Franco Cusinato)

di Angelo Volpe
(in copertina foto di Franco Cusinato)

Viadana vs Petrarca 13-19. Partita difficile perché Viadana è una squadra difficile, arcigna, attrezzata ed espressione di un ambiente agguerrito. Difficile anche perché bisognosa di un risultato positivo per raddrizzare questo inizio campionato che la vedeva accreditata come una delle squadre di vetta e invece si ritrova piuttosto in basso in classifica. Con queste premesse ciò che contava ieri per il Petrarca era di tornare a casa con i 4 punti della vittoria (meglio 5, ovviamente, ma sappiamo accontentarci quando è il caso). Bene, così è stato. Possiamo dirci soddisfatti. Il Petrarca recupera un interessante secondo posto in classifica dietro il Reggio (Sorpresa/rivelazione? Sì, ma che noia sabato contro il Valsugana…).

Bene la vittoria, ma qualche parola vale la pena spenderla sul Petrarca visto ieri. Naturalmente il presupposto d’obbligo è che le mie sono riflessioni da semplice appassionato che di rugby capisce poco o niente e dunque valgono quel che valgono. Che nessuno se la prenda a male (lo dico perché la settimana scorsa, dopo la pubblicazione del mio commento sul derby contro Rovigo, alla redazione del Boccaccio Rugby News dal profondo Polesine sono giunte lamentazioni sbigottite per quanto avevo scritto… Boh, forse abbiamo visto due partite diverse).

Vi è mai capitato di avviare il motore della vostra auto o della vostra moto e sentire che il suono risulta alquanto strano, irregolare, e che la sua “voce” non è quella abituale? Può essere che il motore giri con un cilindro in meno e dunque abbia difficoltà a sviluppare tutta la sua potenza, col risultato che la vostra auto o moto procede a rilento e con fatica, quasi dovesse portarsi dietro un peso immane. Stenta ad aumentare la velocità, si sforza di salire di giri, si dibatte e si agita, ma comunque non ce la fa. Quando però all’improvviso arriva corrente a tutti i cilindri (maledette centraline elettroniche!), ecco che riparte vigorosamente di slancio, quasi fa un balzo in avanti e torna ad essere il motore di sempre. Tutta la cavalleria torna ad essere efficiente, riprende a macinare chilometri, torna a divorare la strada.

Bene, fuor di metafora, il Petrarca che ho visto ieri mi sembrava proprio una bella macchina, di quelle che ti luccicano gli occhi quando la vedi passare, con un motore potente e vigoroso dotato di una gran quantità di HP, che però macinava gioco senza utilizzare tutto il proprio grande potenziale. Tant’è che quando, a sprazzi, tutti i quindici cilindri cominciavano a girare a dovere, la fuoriserie-Petrarca aveva delle accelerazioni da paura tali da annichilire l’avversario. Ma è successo poche volte e senza continuità, a sprazzi. Proprio come fa un motore a cui non arriva corrente con regolarità.

Morale della favola, ben vengano i quattro punti della vittoria di ieri sul Viadana, ma il Petrarca ha i mezzi per mettere sotto l’avversario molto ma molto di più di quanto non abbia fatto ieri. Quando tutto il motore sarà ben lubrificato e ben elettrificato ne vedremo delle belle. Intanto, con senso pratico e umiltà, accontentiamoci della semplice (si fa per dire) vittoria. In questo senso le dichiarazioni post partita di Andrea Marcato che ha ammesso serenamente alcune falle nel gioco dei suoi ragazzi, ma non è andato ad accampare scuse come invece ha fatto il suo collega Filippo Frati che se l’è presa con l’arbitro, colpevole secondo lui, di aver penalizzato la sua squadra con decisioni non equanimi. Peccato che abbia sorvolato sui falli in mischia chiusa del suo pilone sinistro che ha ripetutamente tirato giù l’avversario (Jody Rossetto) senza per questo venir penalizzato, ma anzi premiato con una serie di falli a favore. Ma, insomma, niente di nuovo sotto il sole.

Dei singoli non parlo, anche perché ci sarebbere da citare un paio di cappelle (ooops, mi è scappata!) che sono costate l’unica meta del Viadana che ci ha vissuto di rendita fino al sorpasso nel punteggio da parte del Petrarca (meta di Nostran all’inizio del secondo tempo). Incidenti di percorso che capitano anche nelle migliori famiglie. Va però segnalato il rientro in campo di Jeremy Su’a con la maglia n. 9, dopo mesi di assenza causa infortunio. Solo una manciata di minuti, ma di peso. Bentornato.
Note positive: Andrea Trotta, nominato meritatamente Man of the match; Simone Ragusi, che, perdurando l’assenza di Menniti, dalla piazzola ha ripetuto l’ottimo 100% (5 su 5) già ottenuto contro Rovigo.
Note negative: ancora una volta un cartellino giallo per il Petrarca. Sono tre su tre incontri. Da segnalare, a margine, il gesto antisportivo del pilone di Viadana Brandolini che ha rifiutato di stringere la mano che gli tendeva il nostro Santamaria in attesa della decisione dell’arbitro sul cartellino giallo. Buzzurro.

La settimana prossima tocca alla neo promossa Verona. Che fresca della prima vittoria di campionato, verà a Padova con l’entusiamo dei debuttanti. Si giocherà alla Guizza, tra le mura di casa. Nessuna sosta in vista né ora né per le prossime settimane, perché poi toccherà alla Coppa Gavazzi (pardon, Continental Shield o qualcosa di simile). Pressione continua, tra campionato Top 12 e impegni di coppa. Si continuerà così fino alla prima pausa prevista per fine novembre (il 24). In questa stagione più che mai, col calendario così denso, conterà avere una panchina lunga e una rosa ampia. E il saggio avvicendamento di tutti i giocatori per evitare di sovraesporne alcuni allo stress da gioco. E’ la forza del Petrarca.

Forza Neri!

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