Petrarca troppo tosto per Calvisano

Calvisano forte, compatto, mai domo, ma il Petrarca fa meglio.

Una morsa di Michele Lamaro e Pedro Ortega nel match vinto ieri dall’Argos Petrarca contro il Kawasaki Robot Calvisano (ph Franco Cusinato)

di Angelo Volpe
(in copertina foto di Franco Cusinato)

Ieri sul campo principale degli Impianti della Guizza, rinominato Argos Arena, abbiamo visto una squadra molto forte, compatta, determinata e mai doma. Mi riferisco al Calvisano. Il Petrarca è riuscito a fare di più e meglio e, visti gli avversari, c’è proprio di che essere soddisfatti. Il Petrarca titubante e incapace di imporsi degli ultimi incontri ieri non si è visto. Ieri la squadra ha dimostrato grande solidità mentale. Bravi ragazzi! Con la vittoria di ieri (23-18) il primato in classifica è consolidato per la concomitante sconfitta delle Fiamme Oro a Viadana. Bene così!

Abbiamo visto la “solita” difesa del Petrarca che ha bloccato quasi tutti gli sforzi avversari. É stata una lotta dura, estenuante, infinita. Ma alla fine il Petrarca ha avuto la meglio soprattutto grazie ai suoi trequarti che hanno avuto la capacità di saper sfruttare le occasioni che si sono presentate senza sprecare nulla o quasi nulla. I nostri ragazzi spesso sono stati messi sotto in mischia chiusa e a volte anche in touche. Si sono battuti e sacrificati senza risparmio, ma con lucidità. Una partita di sofferenza specie in quei dieci minuti sui 5 metri e una sequenza di mischie che sembrava interminabile. Alla fine, il Calvisano è riuscito a sfondare e a segnare, ma non ha dilagato. E i nostri non hanno ceduto. Prova di carattere e di coraggio.

Stupende le due mete petrarchine: Coppo (man of the match) che molto intelligentemente calcia a seguire per sé stesso e in piena velocità va a schiacciare e Su’a divinamente imbeccato da Riera, dopo che l’argentino aveva splendidamente fatto uno dei suoi micidiali “buchi” in agilità e velocità. Ci ha messo, come al solito da par suo, lo zampino Menniti Ippolito che ha flagellato dalla piazzola gli avversari incrementando il punteggio ogni qualvolta serviva per ridare fiato e fiducia ai compagni, sia con calci di punizione che con drop. Il “killer” non si è smentito neanche ieri.

Insomma, tutto bene? Beh, proprio tutto no. I problemi maggiori, come detto, sono venuti dalla mischia che spesso ha ceduto in chiusa ed ha subito la forte pressione in mischia aperta. Ma è anche vero che aveva di fronte aveva una signora mischia, probabilmente la più forte ed attrezzata fra quelle incontrate finora. Ma soffrire e a volte andar giù in prima linea o stappare ci sta, quel che conta è che alla fine non abbiamo mai mollato, soffrendo, ma senza mollare. Bravi ragazzi!

C’è stato, nel secondo tempo, un periodo di sbandamento in cui il Calvisano ha preso il sopravvento. Ma, andati al riposo sul 20-8, era logico aspettarsi che gli avversari dessero il massimo per raddrizzare la partita. Ma abbiamo tenuto sostanzialmente botta, nonostante un cartellino giallo (il settimo in sette giornate) e le sfuriate calvine. Fino ad arrivare sul 23-18. A quel punto, con uno scorcio di partita ancora da giocare, poteva succedere di tutto. Ma non è successo, non per demerito degli avversari ma per merito dei nostri ragazzi. Duri fino alla fine, senza mai mollare. Bravi, bravi bravi!

Un cenno brevissimo sull’arbitro. Non mi metterò certamente ad esprimere giudizi sul signor Tomò, ma devo dire che la sua prestazione ieri mi ha lasciato una forte ansia, perché la sensazione dalla tribuna è che si lasciasse sfuggire troppe cose. Nell’azione della prima meta del Calvisano a mio avviso ci sono stati ben due passaggi in avanti non rilevati e accompagnati dal boato del pubblico. In altre occasioni, a mio parere, ci sono state alcune interpretazioni in mischia chiusa che mi hanno lasciato molto perplesso (mischie crollate o stappate). Insomma, per farla breve, l’arbitraggio di Tomò mi ha trasmesso una sensazione di insicurezza, come se da un momento all’altro potesse non vedere o mal interpretare qualche situazione di gioco importante e determinante. A mio modo di vedere, un arbitro dovrebbe invece cercare di comunicare un senso di sicurezza e di affidabilità, sia ai giocatori che al pubblico. Ma sono considerazioni da semplice appassionato, prendetele per quello che sono, please.

Domenica prossima, ancora in posticipo, ci aspetta la trasferta a Mogliano. La vera rivelazione del campionato. Partito come predestinato a lottare per non retrocedere, si ritrova al terzo posto in classifica. E chi ha avuto modo di vedere all’opera la squadra dice che il suo punto di forza è la mischia.  Temo che ci aspetterà un match molto difficile, anche perché “qualcuno” da quelle parti (e non faccio nomi) sicuramente farà di tutto e di più per bloccare il Petrarca. Andiamoci preparati noi tifosi da trasferta, sarà un altro pomeriggio di sofferenza. La squadra, i ragazzi e lo staff di Andrea Marcato, hanno da affrontare una settimana de fuego, molto impegnativa, per approcciare il match con Mogliano. Buon lavoro.

E… Forza Neri!

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