Il Petrarca ridimensiona il Mogliano

La malattia oscura di Calvisano e Rovigo dalle sette vite

Il tuffo in meta di Riera che conclude una brillante azione di De Masi (ph Franco Cusinato)

di Angelo Volpe
(in copertina foto di Franco Cusinato)

Continua la marcia vittoriosa del Petrarca che batte il Mogliano, rivelazione di questo scorcio di stagione. Era una trasferta molto temuta per via della classifica che poneva i trevigiani al terzo posto, ma anche per la molto decantata potenza della mischia avversaria allenata da Salvatore Costanzo. Tutto da perdere per il Petrarca, tutto da guadagnare per il Mogliano che rivestendo il ruolo di outsider poteva affrontare il match più a cuor leggero. Diciamo che in molti si aspettavano il botto, ossia una sconfitta del Petrarca da parte dei sorprendenti moglianesi. Così non è stato, anche se si è trattata di una partita niente affatto scontata.

É andata che il Petrarca ha sofferto molto in mischia ed ha concesso molti falli agli avversari, cosa che ha acceso gli animi in tribuna da parte del pubblico di casa che ha lungamente inveito nei confronti dell’arbitro, ma nel complesso non si può dire che la mischia petrarchina sia stata dominata. Si è beccato un’espulsione il vice coach Costanzo, probabilmente colpevole di qualche parola di troppo all’indirizzo del direttore di gara. Queste considerazioni sullo scontro dei pacchetti di mischia non tolgono nulla al valore degli avversari, ma neppure se ne possono amplificare eccessivamente le pur indubbie qualità. Non dimentichiamoci che la vita di piloni e tallonatori è prima di tutto sacrificio, fatica e sudore. La prima linea petrarchina in questa stagione ha (purtroppo) mostrato spesso di soffrire lo scontro diretto con gli avversari. Non è azzardato dire che, probabilmente, rappresenta il punto debole della squadra. Ma la forza del Petrarca sta nel gruppo e nel valore assoluto degli altri reparti della squadra. La mischia soffre? Bene, allora a segnare ci pensano i trequarti. Tre delle quattro mete messe a segno dal Petrarca portano la firma della cavalleria veloce petrarchina (Riera, Ragusi, Coppo) e quella di Manni è stata segnata in velocità pura dalla giovane terza linea, che ha sgroppato per buona parte del campo vanamente inseguito dagli avversari, manco fosse un’aletta veloce e leggera. Vorrei qui rimarcare che la meta di Riera ha un artefice di nome De Masi. Il giovane neo acquisto petrarchino ha seminato ben due avversari con dei cambi di passo entusiasmanti e con angoli di corsa molto efficaci. Ne ha lasciati lì due a chiedersi cosa fosse successo, mentre il Nostro andava a fare il passaggio decisivo a Riera. Davvero preziosismi che si vedono raramente sui campi da rugby italiani. Altrettanto belle, ma forse meno “clamorose” nella costruzione, le altre mete di Ragusi e Coppo. Insomma, io ne sono rimasto estasiato, al punto che, se fosse dipeso da me, avrei eletto proprio De Masi come Man of the Match dell’incontro.

Dunque, Petrarca sempre primo in classifica. Dietro tengono brillantemente il passo il Valorugby e, un po’ più dietro, le Fiamme Oro. Complessivamente queste due squadre nel turno di campionato di ieri hanno rifilato la bellezza di 122 punti (54 + 68) agli avversari (Lazio e Verona), subendone soltanto 24 (10 + 14). A proposito del livellamento di questo campionato (?)… Al quarto posto troviamo Mogliano, che in seguito alla sconfitta di ieri scala di un posto. Abbiamo adesso una giornata di sosta, ottima per rifiatare dopo questa lunghissima prima parte di stagione. Se dovessimo cristallizzare ad oggi la classifica avremmo una composizione dei play off a dir poco clamorosa. Le citate Petrarca, Valorugby, Fiamme e Mogliano, avrebbero infatti buttato fuori addirittura Calvisano e Rovigo, attualmente al quinto posto a pari merito. Una situazione del genere, solo qualche settimana fa, sarebbe suonata come una bestemmia e invece è la cruda realtà. Cruda ovviamente solo per le due defenestrate (virtualmente) dai play off. Domenica nello scontro diretto il Rovigo è andato ad espugnare il campo di Calvisano. Risultato ancor più clamoroso se letto alla luce delle cronache societarie che giungono dal Polesine dove l’intera dirigenza rossoblu si è dimessa. Crisi societaria che dunque non sembra aver avuto ripercussioni sulla squadra. Oppure le ha avute, ma al contrario. Ossia spronando i giocatori a dimostrare di voler proseguire per la loro strada a prescindere dalle beghe intestine fra dirigenti. Comunque sia due considerazioni emergono prepotenti dal big match (decaduto) di domenica: a) il Calvisano è alle prese con una “malattia oscura” di grande involuzione rispetto ai livelli delle stagioni precedenti; b) il Rovigo ha sette vite come i gatti. Quando lo dai per ferito o addirittura moribondo, ecco che dà segnali di grande forza e vitalità.

Per ora è tutto, è il momento di approfittare di questa sosta di campionato per rimettere a posto gli infortunati e riposare la mente. Altri impegni ci aspettano fra quindici giorni, a cominciare dalla ripresa del campionato ospitando alla Guizza il Valorugby, chiamato a dimostrare contro i primi della classe di non essere una meteora. Non vedo l’ora…

Forza Neri!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *