Un meraviglioso anno bianconero

Il First XV ha fatto tredici!
La Cadetti in Serie A conferma la categoria e finisce l’anno in crescendo.

Una mischia ordinata nella gara tra la Cadetti del Petrarca e il Rugby Colorno (ph Lorenzo Benvenut)

di Enrico Daniele
(in copertina foto di Daniel Cau)

Il 2018 se ne va oggi lasciando al mondo ovale bianconero un carnet ricco di soddisfazioni, ma anche qualche piccola ombra che, tuttavia, non offusca le luci che hanno visto alla ribalta le due formazioni senior dell’Argos Petrarca Rugby.

FIRST XV

L’anno era cominciato il giorno della Befana quando nel sacco dei regali ai suoi tifosi il Petrarca aveva messo un perentorio 36-6 rifilato in casa della Lazio. Era il punto di ripartenza dopo la sconfitta subita nell’antivigilia di Natale al Battaglini (16-9). Quella sarà l’ultima gara persa in stagione per gli uomini di Marcato che da lì in poi procederanno a spron battuto senza più perdere un colpo sino alla finale scudetto del 19 maggio quando, a cadere sotto i colpi di FrecciaRossi – Simone Rossi – e Mister Drop – Andrea Menniti Ippolito – sarà il blasonato Patarò Calvisano.

Dopo il match del Plebliscito, grande festa per buona parte degli oltre 6.500 tifosi che avevano stipato le tribune dello stadio del rugby cittadino, come non si vedeva in una finale dai tempi del 12°scudetto del Petrarca, otto anni prima al Battaglini.

In estate i bianconeri si rinnovano e, tra gli altri, perdono il suo metaman: Simone Rossi fa una scelta di vita e decide di ritornare nella sua Milano per completare il ciclo di studi universitari sospeso durante i cinque anni trascorsi a Padova. Con lui altri dieci giocatori non vestiranno più la maglia del Petrarca e saranno otto i volti nuovi per la ss 2018-19.

In settembre, ai blocchi di partenza, il Petrarca è dato tra le favorite del nuovo Top 12 e l’inizio è di quelli col botto. Sono 40, infatti, i punti rifilati alla matricola Valsugana, nel primo derby stracittadino giocato vent’anni dopo l’ultimo contro il CUS Padova e, prima ancora, di quelli mitici contro le Fiamme Oro.

In questa stagione il Petrarca è impegnato su due fronti: campionato e Continental Shield (la ribattezzata “Coppa Gavazzi” ) e vuole far bene in entrambe le competizioni.

Tutto procede liscio anche se, in coppa a Rovigo, si ferma il conteggio delle vittorie consecutive (14): il match finisce con un pareggio (34-34) strappato dal Petrarca con una meta negli ultimi minuti di gara.

È un primo piccolo segnale d’allarme.

Però i bianconeri continuano ad inanellare vittorie, non sempre convincendo sul piano del gioco. Due soli punti di bonus (con Valsugana e Mogliano) tengono comunque il Petrarca in testa alla classifica, che alla Guizza battono ancora il Calvisano – che sembra non essere più la macchina da guerra degli altri anni. Il primo dicembre, alla nona giornata, all’Argos Arena arriva la rivelazione del campionato: il Valorugby, una squadra assai diversa da quando, solo la stagione precedente, si chiamava Rugby Reggio e le prendeva di santa ragione dal Petrarca. Nome nuovo, nuovo assetto societario e stimoli rinnovati fanno sì che gli emiliani siano nelle zone alte del Top 12. Saranno i primi a fermare la striscia positiva del Petrarca che durava dal giorno della Befana. Il match finisce 18-20 per gli ospiti anche se, per poco, il Petrarca “rischia” di vincere una gara comandata sempre dagli emiliani. Resta però il primato in classifica e il turno successivo in coppa, il Petrarca fa un boccone dei pur modesti Barbarians belgi.

Ma, dopo il turno di riposo in coppa, Saccardo & C. devono giocare l’ultima gara dell’anno che il calendario del Top 12 vuole si disputi a Firenze contro I Medicei di Pasquale Presutti. In Toscana il Petrarca ci va, ma la testa rimane a casa perché a fare il gioco sono i biancorossi che bissano uno storico successo, dopo aver battuto in precedenza anche Rovigo al Battaglini.

Tanto era partito bene, tanto si chiude male l’anno perché, oltre alla sconfitta, il Petrarca perde anche la testa della classifica. Non solo: per una malaugurata serie di coincidenze sfortunate, Marcato deve rinunciare definitivamente a Pedro Ortega, tornato in Argentina col braccio destro al collo: ne avrà per almeno 5 mesi e, probabilmente, lo rivedremo solo a luglio prossimo, alla ripresa degli allenamenti per la stagione 2019-20. Ma, per strada, il Petrarca aveva dovuto fare a meno anche di Grigolon, Capraro, Rossetto, Michieletto (infortunati di lungo corso), mentre Fadalti, fermo da maggio, è tornato disponibile solo a Firenze. Borean sarà fuori per squalifica sino al primo di aprile e al Petrarca per alcune gare sono mancati (e mancheranno ancora tra febbraio e marzo per il Sei Nazioni) anche i “permit”, Lamaro e Cannone, ai quali potrebbero anche aggiungersi qualcuno tra Manni, De Masi e Riera).

Una situazione che costringerà il Presidente Banzato a mettere mano al portafogli e rifornirsi sul mercato invernale, perché il campionato sarà al giro di boa solo il 5 gennaio (impegno gravoso in casa contro le Fiamme Oro) e subito dopo dovrà affrontare Rovigo nell’ultimo determinante ritorno di coppa.

Gli allenamenti sono terminati sabato 29 dicembre. Marcato ha dato il “rompete le righe” ma solo per tre giorni, giusto il tempo di salutare l’anno vecchio e vedere l’alba del nuovo, perché il 2 gennaio il Petrarca si ritroverà ancora per preparare l’importante sfida contro i poliziotti.

Tre giorni per stare con i propri cari, per ricaricare le pile senza però perdere la concentrazione perché gli obiettivi da centrare sono molto importanti: per la squadra, per la società e per i tifosi che non hanno mai mancato il loro sostegno. Siamo certi che il Petrarca saprà superare questo momento di difficoltà: in fondo fu così anche l’anno scorso sino al giorno della Befana.

La classifica alla 10a giornata del Top 12.

CADETTI

La squadra cadetta, dopo la stagione record (2016-17) culminata con la promozione in Serie A, aveva chiuso brillantemente il suo primo campionato nella seconda serie italiana, passando alla poule promozione dopo aver brillantemente superato la fase a gironi geografici.

Affidata ancora una volta a Rocco Salvan, quest’anno con l’ausilio di Federico Conforti (che ha sostituito Giovanni Maistri passato ad allenare la U18), ha un organico rinnovato. Hanno cambiato casacca alcuni protagonisti degli ultimi anni mentre altri sono passati in pianta stabile alle direttive di Marcato in prima squadra. Fattori, quest’ultimi, che hanno inciso sull’iniziale rendimento della squadra che ha avuto un avvio balbettante.

Sconfitta in casa all’esordio contro Rugby Paese, a Noceto (contro una delle favorite per la finale) il Petrarca perde, ma conquista entrambi i punti di bonus che sono di buon auspicio per il successivo match casalingo contro il Tarvisium. Tuttavia, alla Guizza il Petrarca cade ancora e stavolta senza prendere punti. A San Pietro in Cariano, contro il Valpolicella, perde di misura (8-6) ma conquista il bonus. Alla quarta giornata la classifica è implacabile: penultimo posto con 4 punti, 3 in più dell’ultima, Junior Brescia, che sarà il avversario del Petrarca nel turno successivo. Nello scontro diretto allo Stadio Aldo Invernici il Petrarca trova la prima vittoria, netta: gli orobici sono sconfitti 35-10 e, grazie ai risultati negativi di Udine e Vicenza, il balzo in classifica è doppio: settimo posto, 9 punti. Dietro restano Udine, Vicenza e Brescia.

Neanche il tempo di festeggiare che la Cadetti deve affrontare l’altra favorita per la finale, il Colorno. Gli emiliani tentano il salto di categoria da alcuni anni, non riuscendoci. Ma in questa stagione l’organico è di quelli da far paura e i rossi arrivano a Padova da secondi in classifica (due soli punti in meno del Noceto). Tra i bianconeri manca il capitano: Marco Sattin aveva esordito in coppa il giorno prima con la Prima Squadra e i gradi vanno ad Andrea Simonato. Il Petrarca gioca senza nessun timore reverenziale contro il quotato avversario e chiude il primo tempo in vantaggio 10-0 (2 mete non trasformate). Al rientro il Colorno gioca la carta “Ceresini” che da solo marca 20 punti, contro 3 del Petrarca. Finisce 13-20, ma con una Cadetti che, come al Noceto, ha messo paura anche al Colorno.

Sette giorni dopo, nello scontro diretto a Vicenza, il Petrarca si prende un’altra soddisfazione lasciando a zero i biancorossi, battuti 46-0. In classifica è sempre al settimo posto, ma il distacco sulla ottava (Udine) è ora di 4 lunghezze.

Il 22 dicembre, nell’ultima giornata del 2018, un altro scontro diretto attende il XV di Rocco Salvan: stavolta, a far visita al Petrarca è il Borsari Badia. Notoriamente, la sfida è paragonabile a quella della Prima Squadra contro Rovigo, se consideriamo che Badia è sempre stata una sorta di “succursale” dei bersaglieri.

In classifica i polesani sono davanti al Petrarca di una posizione, a +3 ma a fine match i bianconeri saranno loro davanti di 2 punti. Infatti, il Petrarca vincerà la gara con tre mete nel primo tempo e una nel secondo, contro le due di Badia. In classifica il salto sarà doppio, perché la concomitante sconfitta del Rugby Paese a Colorno, mette il Petrarca in quinta posizione, a pari punti con i trevigiani, ma davanti per la miglior differenza.

Una chiusura d’anno in crescendo, mostrando bel gioco: scalati quattro posti in classifica in quattro giornate. Niente male per una delle squadre più giovani del torneo.

Il campionato della Cadetti riprenderà il 13 gennaio nell’ultima giornata del girone di andata con la sfida di Udine.

La classifica alla 8a giornata della Serie A -Girone 2

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