Argos Petrarca, da Roma senza il bonus

É mancata la quarta meta in un match dominato territorialmente e per possesso.
Il Top12 non alza il livello: troppa differenza tra le prime quattro e le altre.

Simone Ragusi: da una sua iniziativa la terza meta del Petrarca (ph Franco Cusinato)

di Enrico Daniele
(in copertina foto di Franco Cusinato)

L’Argos Petrarca torna dalla trasferta romana (sulla carta la più facile delle due, la prossima nella capitale sarà in casa delle Fiamme Oro all’ultima giornata) con una vittoria da 4 punti, uno in meno di quelli pronosticati in un mio personalissimo, quanto prudenziale, score quindici giorni fa.

Premetto che non ho visto il match allo stadio, ma solo su You Tube il che mi ha anche permesso di correggere il tabellino che mi era stato inviato (lo riporto a fondo articolo).

TELECRONACA DA DIMENTICARE. 
Prima di parlare del match, consentitemi un appunto sulla telecronaca, iniziata con un lungo blackout audio. Col senno di poi, forse era meglio tenere il volume abbassato per tutto il match. Non me ne voglia il cronista in questione, ma sentire ripetere in continuazione Padova” anziché “Petrarca Rugby ha dato un certo fastidio, specie al pubblico di parte bianconera, sottolineato anche nei commenti sulla chat in diretta. Non oso pensare cosa succederebbe se il “nostro” Simone Varroto nel commento del match avesse detto Roma” anziché “Lazio!
Voglio sperare, inoltre, che il cronista in questione abbia ricevuto una lista gara errata, talmente tante sono state le volte in cui ha confuso i nomi dei giocatori in campo.

Non era di questo che volevo parlare, pur se anche queste situazioni ci fanno capire a che livello stiamo col nostro rugby.

QUASI OTTANTA MINUTI DI POSSESSO
Venendo al match, il Petrarca ha tenuto il pallino del gioco per buona parte degli ottanta minuti, salvo rare eccezioni, come in occasione delle due evitabili marcature della Lazio. Due delle tre mete segnate sono arrivate da drive (Cugini e Rizzo gli autori, e questo conferma un certo progresso del pack) e l’altra da iniziativa personale di Ragusi, tuttavia sono ben poca cosa rispetto al grande volume di gioco prodotto. Inoltre, diversamente dalle altre gare, senza l’assillo di dover difendere ad oltranza, vista l’esiguità dell’attacco avversario.
Un deciso passo indietro sul piano del gioco, rispetto alla prestazione di Verona e quella contro San Donà, due squadre assimilabili per livello alla stessa Lazio.
Innumerevoli le palle perse in avanti nei 5 metri avversari, la linea dei trequarti mai pienamente nel vivo del gioco.

Cosa sta succedendo al Petrarca?

Se è vero che l’obbiettivo play off è praticamente raggiunto (manca solo la certezza matematica), non si può dire altrettanto del gioco che, a 5 giornate dal termine, è assai lontano dal livello espresso lo scorso anno.

Marcato ha sempre detto che non ci si deve nascondere dietro l’alibi degli infortuni, in verità tantissimi, più di quelli che falcidiarono il Petrarca 2014-15 a gestione Moretti-Salvan, perché, ciononostante, la panchina è sufficientemente lunga e all’altezza. A questo proposito, domenica il Petrarca ne ha lasciati sul campo altri tre: Benettin (uno stiramento che potrebbe tenerlo lontano parecchio), Riera (in protocollo “concussion”, mancherà per almeno 4 settimane), oltre a Leaupepe che è rimasto in campo, nonostante una botta al collo che, forse, lo costringerà ad uno stop.

Quando vedremo il Petrarca esprimere coralità di gioco condita a quel pizzico di cinismo che caratterizza una squadra vincente? Il guizzo vincente di Ragusi non ha fatto altro che accentuare la mancanza di personalità della squadra, ma non possiamo per questo pensare che, improvvisamente, Saccardo & C. si siano dimenticati di essere i campioni d’Italia.

Se in difesa non ci sono problemi, in attacco il Petrarca è al livello di Viadana e Mogliano, che in classifica hanno circa la metà dei punti.
In vista dei play off, tutto questo potrebbe diventare un serio problema, perché i bianconeri ci arriveranno dopo tre match “da finale, tutti in trasferta, contro Calvisano, Valorugby e Fiamme Oro, dove bisognerà restare all’altezza degli avversari per non perdere credibilità nelle semifinali.

Ad aprile rientreranno nei ranghi sia Borean che Acosta, probabile il recupero a breve di Grigolon (che però è fermo da tanto tempo). Ancora non è chiaro se rientrerà Michieletto, mai visto in campo quest’anno. Senz’altro il pacchetto di mischia ne trarrà ulteriore vantaggio, tuttavia potrebbe non essere sufficiente per affrontare al meglio l’ultima parte di stagione e per sperare di giocare una finale che, visto il gran macinare mete (e punti) di Rovigo, potrebbe disputarsi al Battaglini.
Nel 2011 il Petrarca vi arrivò da sfavorito, ma vinse lo scudetto.

Quest’anno, partiti con lo scudetto sul petto e con tutti i favori, in finale bisognerà prima provare ad arrivarci. Senza dimenticare che anche il Calvisano, prossimo avversario del Petrarca, punterà il tutto per tutto pur di strappare l’ennesima finale delle ultime stagioni.
La speranza è l’ultima a morire e tutti ci aspettiamo di vedere già domenica un Petrarca concreto e vincente, come sta nei suoi grandi mezzi.

IL CAMPIONATO NON ALZA IL SUO LIVELLO
Un’ultima considerazione sul campionato.
Dopo diciassette turni, siamo tornati praticamente come all’inizio: grande, oserei dire abissale il divario tra le prime quattro e le altre. Quattordici punti dividono la quarta dalla quinta in classifica: una differenza enorme.

Anche le Fiamme Oro hanno tradito le aspettative e beccano oltre 50 punti da Rovigo. Quasi quanti ne ha presi la Lazio, fanalino di coda. Dopo l’exploit iniziale, anche il giovane e pimpante Mogliano si è presto ridimensionato, Viadana e San Donà non sono mai entrati in mischia con le migliori. I Medicei viaggiano a metà classifica, senza troppa infamia, né lode. Le neo promosse arrancano dividendosi le posizioni di bassa classifica. L’unica sorpresa il Valorugby, come era nelle aspettative del nuovo corso societario e grazie alla corposa campagna acquisti.

Il pubblico non va negli stadi: i dati forniti dai rispettivi uffici stampa sono per la maggior parte delle volte inesatti per eccesso e le telecamere sono impietose nell’inquadrare tribune deserte.

Che il massimo campionato abbia subito una involuzione questo è noto sin dalla costituzione delle due franchigie del Pro14, ma non può essere una giustificazione perché se da un lato il rugby italiano ha fatto un passo in avanti nel panorama celtico, non altrettanto lo ha fatto il movimento che sta dietro (il Top 12, appunto).
Uno scenario apocalittico?

Non ancora, ma sarà necessario cambiare in fretta perché l’attuale politica ovale non ci sta portando da nessuna parte se è vero che anche la Nazionale deve mettere da parte gli “asteriscati” e pescare tra gli italiani formatisi all’estero o quelli che hanno un trisavolo nato nel Belpaese.

SEI NAZIONI AL TERMINE CON L’OMBRA DELL’ENNESIMO CUCCHIAIO
Sabato si chiude l’ennesimo Sei Nazioni disastroso e nello spogliatoio azzurro si intravede l’ombra penzolante del cucchiaio di legno: pare però che la preoccupazione più grande sia quella di portare tanta gente all’Olimpico, incuranti del fatto (o troppo sicuri del contrario) che mai come oggi il pericolo di essere cacciati fuori dal torneo più longevo del mondo è piuttosto concreto.

Contro la Francia non c’è in palio solo vittoria e Trofeo Garibaldi, ma tutta la credibilità del rugby nostrano, oggi ridotto ai minimi termini.
Per buona pace di quel 10% che sabato andrà allo stadio capendo di cosa stiamo parlando.

Il tabellino del match tra Lazio e Argos Petrarca.
Roma, “CPO” Giulio Onesti – Domenica 10 Febbraio 2019
TOP12, XVII giornata
S.S. Lazio Rugby 1927 v Argos Petrarca Rugby 14-24 (0-17)

Marcatori: p.t. 5’ m. Cugini tr Menniti Ippolito (0-7), 19’ cp Menniti Ippolito (0-10), 40’ m. Rizzo tr Menniti Ippolito (0-17) s.t. 61’ m. Ragusi tr Menniti Ippolito (0-24), 75’ m. Ercolani tr Ceballos (7-24), 77’ m. Guardiano tr Ceballos (14-24)

S.S. Lazio Rugby 1927: Bonifazi; Guardiano, Vella (62’ Lo Sasso), Coronel; Di Giulio; Ceballos, Albanese (53’ Bonavolontà D.); Malan; Pagotto (40’ Ercolani), Giancarlini; Bruno (cap), Duca (40’ Filippucci); Santana (60’ Bolzoni), Baruffaldi, Amendola (42’ Cafaro).
All. Daniele Montella

Argos Petrarca Rugby: Ragusi; Leaupepe, Benettin (25’ Bettin), Riera (65’ Belluco), Coppo; Menniti-Ippolito (cap), Francescato (69’ Cortellazzo); Trotta, Manni, Conforti (65’ Gerosa); Galetto (57’ Cannone), Saccardo; Scarsini (32’ Mancini Parri), Cugini (62’ Marchetto), Rizzo (62’ Trejo)
All. Andrea Marcato

Arb.: Matteo Liperini (Livorno)
AA1: Federico Meconi (Roma) AA2: Leonardo Masini (Roma)
Quarto Uomo: Francesco Pier’Antoni (Roma)
Cartellini: Al 40’ cartellino giallo a Vella (S.S. Lazio Rugby 1927), al 71’ giallo Leaupepe (Argos Petrarca Rugby)
Calciatori: Andrea Menniti Ippolito (Argos Petrarca Rugby) 3/3, Alberto Bonifazi (S.S. Lazio Rugby 1927) 0/1, Ignacio Ceballos (S.S. Lazio Rugby 1927) 2/6
Note: giornata nuvolosa a Roma. Spettatori presenti circa 700
Punti conquistati in classifica: S.S. Lazio Rugby 1927 0, Argos Petrarca Rugby 4
Man of the Match: Andrea Menniti Ippolito (Argos Petrarca Rugby)

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