Semifinale Peroni Top12: l’Argos Petrarca cede lo scettro, Femi CZ Rovigo in finale contro il Kawasaki Robot Calvisano

Al Battaglini ha vinto la squadra più forte, ma il Petrarca esce a testa alta.
L’eleganza di Marcato vince sull’arroganza di Casellato.
Nell’altra semifinale vittoria netta del Calvisano.
Sabato 18 maggio l’epilogo al Pata Stadium.
di Enrico Daniele
(in copertina foto Ufficio Stampa Rugby Rovigo)

L’Argos Petrarca Rugby perde la guerra al Battaglini contro la Femi CZ Rovigo per 18-9, con i bersaglieri che agguantano la sesta finale degli ultimi nove campionati.

Il Petrarca, quindi, non potrà difendere lo scudetto che sabato 18 maggio andrà alla vincente tra le due squadre che hanno caratterizzato la maggior parte delle finali delle ultime stagioni, Calvisano e Rovigo, di fronte per la quinta volta.

Il 166° Derby d’Italia, era andato in scena in perfetta parità sia per il punteggio maturato al Plebiscito sette giorni prima, ma anche per le condizioni atmosferiche e del terreno di gioco, praticamente identiche.
Nella solita grande cornice di pubblico, la battaglia è cominciata subito senza risparmio di colpi, ruvida e nervosa, con i padroni di casa che, rispetto all’andata, adottano una tecnica diversa in prima linea: dentro dal primo minuto i giovani Rossi, Cadorini e Pavesi; i più esperti Momberg, D’Amico e Brugnara verranno utilizzati nella ripresa.

Problemi di abbondanza, invece, per il XV di Marcato cui effettivamente (a parte gli operati, assenti di lungo corso) è venuta a mancare solo l’esperienza di Su’a in mediana, fuori per una tripla frattura ad un dito, rimediata già nell’incontro di andata.
Ribaltato anche il copione della gara: per primo è il Petrarca ad attaccare comprimendo Rovigo dentro i 22 e ad andare avanti nel punteggio, preparando l’azione per il drop che Menniti Ippolito non esita a mettere tra i pali già al secondo minuto.
Rovigo reagisce subito e il match si infiamma e gli scontri si fanno subito duri.

A farne le spese, dopo qualche minuto di gara, Odiete, Conforti e poco dopo Ragusi. Scontri violenti, fortunatamente senza gravi conseguenze per i giocatori che riprendono il loro posto dopo le cure dei sanitari, salvo Bettin, scosso da un forte impatto e uscito definitivamente al 38’ del primo tempo.

La meta di Barion al 29’ con la trasformazione angolata e controvento di Mantelli mettono la carica a Rovigo che, tuttavia, finisce il primo tempo sotto nel punteggio perché al 35’ e al 40’ Menniti Ippolito piazza tra i pali due punizioni. Le due squadre vanno al riposo sul 7-9: un punteggio troppo equilibrato, perché il Petrarca avrebbe dovuto sfruttare la maggior esperienza iniziale in mischia chiusa. Così non è stato, anzi, è stata proprio la superiorità degli avversari in questo fondamentale a fare la differenza, anche per il resto del match.

Per molti tratti, infatti, il copione del secondo tempo è lo stesso del primo: grande battaglia in campo, nessuno dei trenta si risparmia, ma ad andare in meta è ancora Rovigo con Majstorovic al 66’ e poi ancora Mantelli che al 75’ manda tra i pali una punizione. L’arbitro, Matteo Liperini, prima del calcio di Mantelli, sventola il cartellino giallo a Conforti per un placcaggio su Halvorsen, ritenuto pericoloso dopo il consulto col TMO. Sarà poi lo stesso Halvorsen, nel dopo gara, ad ammettere il contrario. Fatto sta che Liperini i cartellini gialli li avrebbe potuti tirar fuori molto prima durante il match, mentre lo ha fatto forse nel momento meno opportuno e, a ragion veduta, sbagliando.

Comunque sia, Rovigo chiude lo score all’ottantesimo con l’ultima punizione di Mantelli, meritando di accedere alla finale, non tanto per il match vinto, quanto per la progressione nel rendimento avuta in campionato, inizialmente balbettante.

L’unica cosa degna di essere ascoltata tra quelle dette da Casellato nel dopo gara in conferenza stampa, è che Rovigo ha legittimato la finale battendo la miglior difesa del campionato (quella del Petrarca) ma, soprattutto, segnando più del doppio delle mete dei bianconeri. Il resto delle dichiarazioni fa parte del personaggio che, per il ruolo che ricopre e per l’esperienza assimilata in tanti anni di rugby, dovrebbe aver acquisito un po’ più di diplomazia.

In questo, Andrea Marcato gli potrebbe far da maestro: elegante, sincero in tutte le dichiarazioni dopo gara, sia nelle vittorie che nelle sconfitte e, soprattutto, sempre rispettoso nei confronti di tutti.
Il premio fair play se lo merita tutto lui.

Come tutto il Petrarca sceso in campo in questa stagione, che si merita il premio combattività. I giocatori hanno difeso ad oltranza il tricolore che avevano sul petto, lottando anche contro la sfortuna che si è accanita fin troppo durante tutto l’arco del campionato, forse arrivando alla semifinale un po’ logori più mentalmente che nel fisico. Nessuno ha mai tirato i remi in barca e anche la gara di ieri ne è stata la riprova: due le fratture per Ragusi, al setto nasale e alla mano sinistra (operata oggi); Conforti ha ulteriormente aumentato il carnet dei punti all’arco sopraccigliare, tanto da poter riempire interi album di bollini al supermercato, giusto per riderci sopra; Riera, che ha giocato ottanta minuti dopo oltre un mese di stop per l’operazione al menisco. Senza dimenticare Su’a, che la scorsa settimana ha giocato per tutto il secondo tempo con un dito fratturato in tre punti

La palla ora passa al Pata Stadium, dove il Calvisano (che nell’altra semifinale sabato ha fatto un sol boccone del Valorugby, battuto 41-3) riceverà Rovigo per la sfida finale, diventata un classico delle ultime stagioni.
Il tabellino del match.

Rovigo, Stadio Battaglini – domenica 12 maggio 2018
Peroni TOP12 – Semifinale Ritorno
FEMI-CZ Rovigo v Argos Petrarca Rugby 18-9 (7-9)
Marcatori: p.t. 2’ drop Menniti-Ippolito (0-3); 29’ m. Barion tr. Mantelli (7-3); 35’ c.p. Menniti-Ippolito (7-6); 40’ c.p. Menniti-Ippolito (7-9); s.t. 66’ m. Majstorovic (12-9); 75’ c.p. Mantelli (15-9); 80’ c.p. Mantelli (18-9).

FEMI-CZ Rovigo: Odiete (5’-13’ Angelini); Barion, Majstorovic, Antl, Cioffi (73’ Angelini); Mantelli, Chillon; Halvorsen, Lubian (73’ Venco), Vian (41’ Canali); Cicchinelli, Ferro (cap.); Pavesi (41’ D’Amico), Cadorini (41’ Momberg), Rossi (41’ Brugnara).
A disposizione non entrati: Nibert, Piva.
All. Casellato

Argos Petrarca Rugby: Riera; Ragusi (7’-13’ Fadalti), De Masi, Bettin (38’ Fadalti), Leaupepe; Menniti Ippolito, Francescato; Trotta, Manni (52’ Michieletto), Conforti (7’-9’ Michieletto); Saccardo (cap.) (52’ Galetto), Cannone (60’ Grigolon); Scarsini (50’ Mancini Parri), Santamaria (50’ Borean), Acosta (50’ Cugini)
A disposizione non entrati: Zini.
All. Marcato

Arb. Matteo Liperini (Livorno)
AA1 Emanuele Tomò (Roma), AA2 Federico Vedovelli (Sondrio)
Quarto Uomo: Matteo Giacomini Zaniol (Treviso)
Quinto Uomo: Ferdinando Cusano (Vicenza)
TMO: Stefano Roscini (Milano)
Cartellini: al 74’ giallo a Conforti (Argos Petrarca Rugby)
Calciatori: Mantelli (FEMI-CZ Rovigo) 3/4; Menniti-Ippolito (Argos Petrarca Rugby) 2/2
Note: Giornata fredda e piovosa, campo in buone condizioni.
Punti conquistati in classifica: FEMI-CZ Rovigo 4; Argos Petrarca Rugby 0
Peroni TOP12 Man of the Match: Halvorsen (FEMI-CZ Rovigo)

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