Addio Boccaccio Rugby News!

Dopo quasi 11 anni è giunto il momento di fermarsi.
di Enrico Daniele

Tutto ha un termine.

E come tutte le cose, è arrivato il momento anche per il Boccaccio Rugby News di far scorrere i titoli di coda di un film durato quasi 11 anni.
Era già successo un paio di volte, vuoi per motivi di lavoro, vuoi per ragioni di “opportunità”, che il Boccaccio avesse interrotto il dialogo con i lettori, ma stavolta, al contrario delle altre, non si tratterà di una sosta temporanea, ma di una chiusura definitiva.

Giù le saracinesche per “cessata attività”.

Non è facile, lo ammetto, terminare un percorso partito quasi per scherzo ma che, col passare del tempo, mi ha appassionato e coinvolto emotivamente, spronato da chi mi ha sostenuto aiutandomi a migliorare i contenuti, spesso contribuendo loro stessi.
Tuttavia, oggi sono venute a mancare le condizioni per andare avanti, mancano gli stimoli, anche se la passione rimane, forte, ma quella non basta.

E siccome gli addii sono spesso dolorosi, non voglio dilungarmi troppo e vado coi ringraziamenti.

Il primo grazie a un amico che ha avuto il merito di avviare l’indagine che ha portato alla scoperta della vera identità di Mileno M’Annoio.
Un amico diventato tale dopo avermi conosciuto personalmente, abbandonando subito i pregiudizi che altri, invece, anche oggi si tengono ben stretti. Una persona che stimo e ringrazio, incondizionatamente: Pasquale Presutti.

E un grazie, anche se non mi può sentire, anche al suo “fido collaboratore” nell’indagine, Giorgio Limena, che ha sbrogliato l’intreccio di fili risolvendo il caso.
Probabilmente, senza loro due, il Boccaccio sarebbe morto sul nascere.

Il secondo grazie al mio amico Angelo Volpe che mi ha aiutato ad avventurarmi in un campo a me quasi totalmente sconosciuto. Preziosi i suoi consigli, specie nel trapasso tra il “polemico” Mileno e il più “politically correct” Enrico Daniele. Grande la sua competenza, sia nella materia che nello scrivere.

Il terzo grazie ai Petrarchi, tutti insieme, prima per avermi accolto come loro amico e poi sostenuto nelle attività collaterali. Ricordo con emozione la condivisione del progetto di sostegno a “Lillo” Battistin che è servito a rendere meno dolorosi gli ultimi momenti dell’amico Alessandro.

Grazie anche a tutti voi che mi avete letto in questi anni.

Chiudo i ringraziamenti con un grandissimo grazie ad una persona speciale che, sin dall’inizio, mi ha sostenuto tantissimo, senza lesinare nulla, mai. Mi ha aiutato a migliorare sia nella scrittura che come persona.
Non la nomino, per riservatezza, ma sa che il grazie più grande è riservato a lei.

Fine.

Rovigo campione: finisce un incubo durato 10 anni!

La “oscura” meta di Carel Greef regala il 13° titolo ai bersaglieri.
Innocenti: “Ci sarebbero voluti due titoli”

Il capitano di una grande squadra: Andrea Trotta (ph Daniela Giorato)

di Enrico Daniele

La Femi CZ Rovigo è nuovamente Campione d’Italia.
Con una meta allo scadere di Carel Greef validata dal TMO Stefano Roscini e confermata sul campo dal direttore di gara, Marius Mitrea, la squadra capitanata da Matteo Ferro ha battuto l’Argos Petrarca per 23-20.

FINE DI UN INCUBO
Per Rovigo è stata la fine di un incubo e non poteva esserci risveglio migliore perché dopo ottanta combattutissimi minuti il 170° Derby d’Italia valido per il titolo nazionale di rugby è finito con la vittoria dei bersaglieri.

Allo Stadio del Plebiscito di Padova si è consumata ieri una vendetta rimasta in sospeso da ben dieci anni. Stadi e pronostici invertiti. Allora era Rovigo ad avere tutti i favori del pronostico, ieri il Petrarca della stagione record.
Ora tutto è stato messo in parità: anche il numero degli scudetti vinti, 13 a testa. La sfida quindi può continuare, accesa come non mai, e ci auguriamo che vada avanti per almeno altri 170 anni, tante le sfide ufficiali tra le due eterne rivali.
E non c’è nulla da recriminare, neanche per una meta, l’ultima, fatale, che nessuno ha visto.

L’OSCURA META DI GREEF E IL FAIR PLAY DI MARCATO
Sì, perché nemmeno le immagini delle riprese Rai rendono chiara l’azione del sudafricano Carel Greef che ha marcato meta all’ultimo istante.
Esattamente come era successo in semifinale contro Calvisano, perciò l’ex Medicei resterà nella storia e, solo per questo, avrebbe meritato il Player Of The Match.
Tuttavia, la meta non l’ha vista nessuno, e dopo aver visionato il replay Mitrea ha ritenuto di convalidare la sua prima impressione.

Andrea Marcato non si lascia sfuggire l’ennesima prova di eleganza dichiarando che la decisione dell’arbitro non va discussa e va bene così. Alla sua squadra sono mancati solo 30 secondi…e anche un po’ di fortuna, aggiungiamo noi.

DIFENDERE VA BENE, MA NON BASTA

Luca Zini, Tito Tebaldi e Scott Lyle: tre pedine fondamentali nel Petrarca della stagione 2020-21 (ph Alfio Guarise)

La sconfitta, però, va vista con un orizzonte più ampio.
Non sì può, infatti, pretendere di vincere una partita solamente difendendo, come fatto per quasi tutto il primo tempo quando il Petrarca ha sfruttato forse l’unica occasione di meta chiudendo in vantaggio, dopo che Rovigo aveva avuto maggior possesso e padronanza del campo.

Così come è altrettanto facile cedere quando, a fine partita e con le energie al lumicino, il possesso palla è dell’avversario.

Tuttavia, a suo discapito, il Petrarca può recriminare per le numerose assenze. Pedine risultate fondamentali nella stagione appena conclusa: Marco Capraro, difficile da fermare negli sfondamenti, Andrea De Masi che, a mio parere, ha disputato il miglior campionato da quando è a Padova, dimostrandosi un valido placcatore come Riccardo Michieletto – anche lui assente – ma che, negli sprazzi di partita che ha giocato, ha placcato più di chiunque altro. Assente anche Luca Nostran, Matteo Panunzi, equa alternativa all’esperto Tito Tebaldi. Va tenuto conto anche dell’uscita anticipata di Tommaso Cugini per infortunio.

Senza nulla togliere ai sostituti di ieri, Giulio Colitti, Andrea Bettin che già all’inizio del secondo tempo mostrava però sofferenza per crampi.
Una concomitanza di fattori negativi che hanno influito sull’andamento della partita.

UN BEL QUADRO, CUI MANCA LA CORNICE
La stagione del Petrarca è stata comunque esaltante, bella e ricca di emozioni. Veramente un bel quadro, cui però è mancata la cornice, e dove le pennellate più belle sono state quelle di Scott Lyle, le più vigorose quelle di Marco Capraro, le più estrose quelle di Tito Tebaldi. Un insieme pittorico riassunto nelle dichiarazioni del capitano, Andrea Trotta, superbo ad ogni match disputato, un leader in campo e fuori, il quale si è rivolto ai suoi soddisfatto dichiarandosi oltremodo orgoglioso di essere stato il capitano di una grande squadra. Come non dargli ragione: 3 sole sconfitte in 21 incontri disputati. Probabilmente mai successo, nemmeno nel periodo d’oro quando gli scudetti si susseguivano di anno in anno.

PER ROVIGO UNA RIVINCITA

Andrea Bacchetti: finalmente lo scudetto (ph Alfio Guarise)

Una vera e propria rivincita per Rovigo, che dopo le tre sconfitte subite ad inizio campionato, molti davano già per spacciato e destinato a non entrare nemmeno nei play off. Invece, il XV di capitan Matteo Ferro è cresciuto, sornione, partita dopo partita, arrivando secondo, pur dietro 11 lunghezze dal Petrarca stellare, ma consapevole dei propri mezzi. Un primo capolavoro la semifinale di ritorno contro Calvisano, quasi la copia della finale giocata ieri, e poi la finale, vinta in casa del nemico. Una vittoria che vale assai più di quella contro Calvisano in finale nel 2016, perché il sapore di battere il Petrarca a casa loro ha un gusto diverso, inebriante.

Una doppia soddisfazione per Andrea Menniti Ippolito, fischiato al primo tentativo di drop fallito dallo stesso pubblico che lo aveva osannato solo tre anni addietro in quello stesso stadio. Sono suoi gli ultimi punti che hanno condannato il Petrarca, e anche gli ultimi con la maglia rossoblù.

Doppia soddisfazione anche per Andrea Bacchetti, il “golden boy” rodigino che nel 2011 era in campo al Battaglini e ha dovuto rincasare dopo il periodo passato alle Fiamme Oro e tornare ad indossare i colori della sua città natale per alzare finalmente al cielo il simbolo del tricolore.

Grande soddisfazione anche per Edoardo Lubian, anche lui come Bacchetti protagonista di quella sfortunata finale. Un uomo che da quel momento è diventato un simbolo, un pilastro inamovibile dell’ultimo decennio rossoblù.

INNOCENTI: IERI SERVIVANO DUE TITOLI
Match comunque bello, ed equilibrato, con un finale degno del miglior thriller.
“Mai come ieri ci sarebbero serviti due titoli di Campione d’Italia – scrive oggi in un accorato post su Facebook il neo-presidente federale, Marzio Innocenti –  La crudele ma bellissima legge dello sport ne vuole uno soltanto ed è stato Rovigo e a Rovigo vanno gli onori che si sono conquistati sul campo”. Parole dette da uno che di finali ne ha disputate più d’una e che sintetizzano i valori espressi sul campo dalle due squadre.

E ORA SI VOLTA PAGINA
La finale è già dietro le spalle di entrambe le squadre, anche se c’è da scommettere che a Rovigo i festeggiamenti dureranno almeno per tutto il mese di giugno. Per gli addetti ai lavori, invece, è già ora di pensare al domani.

A Rovigo in molti cambieranno casacca, così come a Padova, ma entrambe le squadre dovranno ripartire dalle solide basi messe in campo in questa stagione.

Chissà come sarà il prossimo campionato. Si osservano i grandi divari tra le prime quattro e le altre, si ipotizzano soluzioni diverse da quelle adottate sin qui, nuove formule che possano alzare il livello di un’asticella scesa fin troppo in basso dopo l’entrata nell’era celtica.
Un compito che spetta sicuramente alla Federazione, ma al quale non si dovranno sottrarre le società. Marzio Innocenti si è dannato l’anima in questi ultimi anni per dare una smossa al sistema. Le elezioni lo hanno premiato e da lui ci si attende la svolta.

Invece, per quanto riguarda il Boccaccio Rugby News, questa è stata l’ultima stagione che ho avuto il piacere di raccontare.
Anche per me è giunta l’ora di voltare pagina.

Il tabellino della finale.
Padova, Stadio Plebiscito – mercoledì 2 giugno ore 18.40
Peroni TOP10, Finale
Argos Petrarca Rugby v FEMI-CZ Rovigo 20-23 (10-16)
Marcatori: PT 7’ m. Cugini, tr Lyle (7-0); 23’ cp Menniti Ippolito (7-3); 25’ cp Lyle (10-3); 27’ cp Menniti Ippolito (10-6); 31’ m. Ruggeri, tr. Menniti Ippolito (10-13); 40’ +3’ cp Menniti Ippolito (10-16). ST 55’ m. Faiva, tr Lyle (17-16); 66’ cp Lyle (20-16); 80’ m. Greeff, tr Menniti Ippolito (20-23).
Argos Petrarca Rugby: Lyle; Coppo, Colitti (6’ st Faiva), Broggin, Bettin; Zini, Tebaldi; Trotta (cap.), Cannone, Catelan (9’ st Panozzo); Galetto (21’ st Beccaris), Bonfiglio (9’ st Ghigo); Pavesi (14’ st Mancini Parri), Cugini (19’ pt Carnio), Borean (18’ st Braggiè).
A disposizione non entrato: Navarra
Allenatori: Andrea Marcato e Victor Jimenez
FEMI-CZ Rovigo: Menniti-Ippolito; Cioffi (17’ st Borin), Coronel (25’ st Cozzi), Uncini, Bacchetti; Antl, Trussardi; Ruggeri, Lubian (17’ st Greeff), Vian (57’ Sironi); Ferro (cap.), Canali; Swanepoel (6’ st Brandolini), Nicotera (25’ st Cadorini), Leccioli (25’ st Pomaro)
A disposizione non entrato: Visentin
Allenatore: Umberto Casellato
Arbitro: Marius Mitrea (Udine)
AA1 Andrea Piardi (Brescia), AA2 Matteo Liperini (Livorno)
Quarto Uomo: Gianluca Gnecchi (Brescia)
Quinto Uomo: Francesco Russo (Milano)
TMO: Stefano Roscini (Milano)
Citing Commissioner: Roberto Carra (Modena)
Cartellini: al 30’ giallo a Tebaldi (Argos Petrarca ).
Calciatori: Menniti Ippolito (Femi-CZ Rovigo) 5/5; Lyle (Argos Petrarca) 4/4
Note: Giornata primaverile, terreno in perfette condizioni, spettatori 2000 come da disposizioni anti-covid.
Peroni Player of the Match: Davide Ruggeri (Femi-CZ Rovigo)

Rovigo, non è mai troppo tardi per andare in finale!

La meta di Carel Greef all’81’ condanna Calvisano.
Il 2 giugno sarà Derby d’Italia come nel 2011.

Disperazione: la meta di Carel Greef per Rovigo a tempo scaduto condanna alla disperazione i giocatori del Calvisano (ph Stefano Delfrate)

di Enrico Daniele
(foto di copertina di Stefano Delfrate)

Sarà la Femi CZ Rovigo l’avversaria dell’Argos Petrarca nella finale del prossimo 2 giugno.
Con una meta di Carel Greef a tempo scaduto, i bersaglieri sconfiggono il Kawasaki Robot Calvisano per 17-6, ribaltando il risultato dell’andata dove a vincere con nove punti di vantaggio erano stati i ragazzi della bassa bresciana.

Come ieri a Padova, una seconda semifinale palpitante, assolutamente in equilibrio, che ha dato ragione a Rovigo capace di crederci sino alla fine, anche contro la sfortuna che li ha privati di due pedine fondamentali nello scacchiere, Menniti Ippolito e Mtyanda.

RIEDIZIONE DELLA FINALE DEL 2011
Una finale come nel 2011, ma a campi e pronostici invertiti.
Allora la favoritissima Rovigo perse 18-14 al Battaglini dopo un match caratterizzato dal recupero del Petrarca con le due mete di Costa Repetto a ribaltare quelle di Mahoney e Bacchetti (oggi ancora in campo con la maglia della sua città), e i due calci di Mercier a fare la differenza.

Ma il 2 giugno sarà il Petrarca a partire favorito e con il fattore campo che, forse, le potrà dare un vantaggio in più. Forse, perché il Rovigo visto oggi è uscito galvanizzato dal Battaglini e Casellato vede la concreta possibilità di lasciare la panchina rossoblù con un successo che, tra l’altro, pareggerebbe i conti scudetto col Petrarca che ne conta uno in più di Rovigo.

Alessandro Izekor: uno dei migliori in campo nel Kawasaki Robot Calvisano, ma anche un ottimo prospetto per un possibile futuro in nazionale (ph Stefano delfrate)

EQUILIBRIO QUASI PERFETTO
Il match di oggi era iniziato bene per gli ospiti che per i primi 20 minuti hanno tenuto il pallino del gioco, mettendo in difficoltà Rovigo prima con Trulla e poi con Izekor, quest’ultimo senz’altro il migliore in campo dei suoi. Poi la direzione del match cambia a favore di Rovigo. In cattedra Antl, oggi schierato all’apertura, a dettare il ritmo con le sue penetrazioni ed i calci ben piazzati. Rovigo muove il tabellino al 24’: su fuori gioco di Van Vuren, Cozzi centra i pali dalla piazzola per il 3-0 (-6 Rovigo). Nella ripartenza Antl fa il diavolo a quattro e Calvisano sembra imbambolato. Dai propri 22 l’argentino si spinge sin quasi i 22 calvini, palla per Cozzi, azione veloce per Vian che si infila alla sinistra di Trulla e posa dietro i pali. Cozzi arrotonda: 10-0 (+1, Rovigo in finale). Poi è la volta di Bacchetti sull’out di destra a mettere scompiglio, ma Trulla è attento e si riporta in attacco. Morelli sbaglia il secondo lancio consecutivo in touche e Liperini manda tutti al riposo.

CALVISANO RIPRENDE IN MANO IL GIOCO
Al rientro, Calvisano riprende in mano il gioco. Un “in avanti” giudicato volontario da Liperini, consente a Schalk di trasformare dalla lunga distanza il piazzato del 10-3 che fa scendere di nuovo il termometro di Rovigo (-2, Calvisano in finale).

Al 52’ Bacchetti messo sotto pressione nei propri 22, portato in rimessa laterale, non sfruttata da Calvisano. Rovigo può risalire il campo, ma al 65’ episodio da TMO. Nel tentativo di pulire una ruck Trussardi colpisce fallosamente Trulla. Liperini decide (in maniera forse eccessiva) per il giallo al “coloured” rodigino, ma Schalk mette a lato il calcio piazzato da posizione angolata. Tre minuti dopo un “mani in ruck” fischiato a Ferro, l’apertura sudafricana non fallisce da posizione centrale: 10-6 (-5, Calvisano in finale).

FINALE BATTICUORE
Concitati i minuti finali. Rovigo preme sull’acceleratore. Si rivede Antl, che per qualche tratto del secondo tempo si era un po’ eclissato. È sua l’azione che lancia Visentin sull’out di sinistra, questi per Cioffi che trova l’angolo di corsa giusto per schiacciare dietro i pali. Tuttavia, Liperini ha un dubbio sul passaggio di Antl. Il TMO non ha molte immagini chiare, ma tutti concordano sull’ “in avanti” dell’argentino. Meta annullata e speranze di Rovigo che si affievoliscono a 2 minuti dal tempo regolamentare.

Ma non è finita, perché Rovigo riesce a recuperare una touche quasi persa e imposta la maul che arriva ad un passo dalla linea di meta. Attenti a non fare fallo, gli avanti rossoblù iniziano una serie di colpi che, a tempo abbondantemente scaduto, bucano la diga eretta da Calvisano sulla linea di meta. Liperini è a due passi, alza il braccio e assegna la meta ma chiede al TMO di verificare se ci sia stato vizio. Le immagini non consentono di vedere il momento clou, tuttavia vale la decisione sul campo e la meta viene concessa. A marcarla è l’ex Medicei Carel Greeff, entrato nel secondo tempo al posto di Lubian e con la trasformazione di Cozzi il termometro di Rovigo sale in positivo a +2, quel che basta per vincere e guadagnare la finale.

DERBY D’ITALIA NR. 170: PLEBISCITO O EUGANEO?
Il 2 giugno sarà il Derby d’Italia nr. 170 a decidere chi si aggiudicherà lo scudetto del 91° campionato. Non assegnato quello della scorsa stagione, terminata in anticipo a causa della pandemia, la finale scudetto di quest’anno si giocherà di fronte ad un migliaio di persone, il massimo consentito dalle vigenti normative.

Non è ancora stato deciso il terreno di gioco. Due le possibilità ipotizzate, Euganeo o Plebiscito, con maggiori probabilità per quest’ultimo.

Negli scontri diretti in questa stagione il Petrarca si è aggiudicato entrambe le partite (12-18 al Battaglini e 27-25 all’Argos Arena), ma Rovigo era stata la prima squadra a mettere in seria difficoltà il Petrarca col proprio pacchetto degli avanti. In finale tutto questo sarà azzerato: conterà recuperare al meglio le energie fisiche e mentali. Ieri si è visto un Petrarca meno reattivo del solito e un Marcato piuttosto deluso, non ha nascosto le proprie preoccupazioni. Oggi Rovigo è uscito galvanizzato per la vittoria. Umori contrastanti che da qui al 2 giugno dovranno essere riportati nei giusti canoni perché la posta in palio è troppo alta per lasciarsela scappare.

Il tabellino del match.
Rovigo, Stadio Battaglini – domenica 23 maggio ore 15.40
Peroni TOP10, Semifinale Play-off ritorno
FEMI-CZ Rovigo v Kawasaki Robot Calvisano
Marcatori: p.t. 23’ c.p. Cozzi (3-0); 26’ m. Vian tr. Cozzi (10-0); s.t. 53’ c.p. Hugo (10-3); 68’ c.p. Hugo (10-6); 81’ m. Greeff tr. Cozzi (17-6)
FEMI-CZ Rovigo: Cozzi; Cioffi, Coronel (65’ Moscardi), Uncini, Bacchetti (67’ Visentin); Antl, Trussardi; Ruggeri (53’ Sironi), Lubian (58’ Greeff), Vian; Ferro (cap.), Canali; Swanepoel (58’ Brandolini), Nicotera (58’ Cadorini), Leccioli (58’ Pomaro).
Allenatore: Umberto Casellato
Kawasaki Robot Calvisano: Trulla; Garrido-Panceyra, Bronzini (67’ Ragusi), Mazza, Susio; Hugo, Albanese-Ginammi (46’ Semenzato); Vunisa, Casolari (29’ Martani, 57’ Koffi, 67’ Martani), Izekor; Zambonin, Van Vuren; Leso (46’ D’Amico), Morelli (cap) (57’ Luccardi), Brugnara (78’ Gavrilita).
Allenatore: Gianluca Guidi
Arbitro: Matteo Liperini (Livorno)
AA1 Andrea Piardi (Brescia), AA2 Manuel Bottino (Roma)
Quarto Uomo: Luca Trentin (Lecco)
Quinto Uomo: Dante D’Elia (Bari)
TMO: Stefano Roscini (Milano)
Citing Commisioner: Maurizio Vancini (Milano).
Cartellini: al 65’ giallo a Trussardi (FEMI-CZ Rovigo)
Calciatori: Cozzi (FEMI-CZ Rovigo) 3/3; Hugo Schalk (Kawasaki Robot Calvisano) 2/3
Note: giornata di sole. Spettatori circa 600. Semifinale Andata: Kawasaki Robot Calvisano v FEMI-CZ Rovigo 31-22 (4-0)

Semifinale thriller: vince il Valorugby, ma in finale va il Petrarca

All’Argos Arena partita piena di tensione vinta dal Valorugby per 24-23
Il Petrarca è la prima finalista.
di Enrico Daniele
(in copertina foto di Riccardo Callegari – Fotovale)

Emilio Fusco (a sx), Player OfThe Match con il capitano del Valorugby, ed ex Petrarca, Federico Conforti. Gran merito del mediano di mischia napoletano la vittoria del Valorugby contro l’Argos Petrarca.

Il Valorugby Emilia vince una semifinale di ritorno degna del miglior thriller contro l’Argos Petrarca per 24-23 ma, grazie alla differenza punti, è la squadra padovana ad aggiudicarsi la finale del prossimo 2 giugno.

TATTICISMO NEL PRIMO TEMPO
Match molto tattico, soprattutto nel primo tempo. Entrambe le squadre hanno preferito usare il piede nel tentativo di andare a giocare nella metà campo avversaria. Tuttavia, la strategia non ha sostanzialmente pagato nessuna delle due squadre, anzi, facendo aumentare la tensione e i falli, tantissimi. Contrariamente al Valorugby, il Petrarca alla prima occasione propizia decide di trasformare una punizione, confidando sulla perizia balistica di Lyle che centra i pali al 10’. Saranno i soli punti marcati nel tabellino perché il primo tempo si chiuderà sul 3-0. E se il Petrarca ha dato l’impressione di voler controllare il match, forte degli 11 punti di vantaggio accumulati all’andata, non così il Valorugby che ha abbandonato le velleità del gioco aperto (infruttuoso) dell’andata concentrando le attenzioni sulla difesa contro la quale la squadra di Marcato poco ha potuto. A smorzare il ritmo, le chiamate in mischia ordinata del direttore di gara, giudicate sin troppo lente anche dai commentatori Rai, alle quali le squadre hanno avuto grandi difficoltà ad adattarsi.

CAMBIA IL RITMO NEL SECONDO TEMPO
Al rientro dal riposo, é il Petrarca a sfruttare la prima occasione di meta. Sarà il capitano Andrea Trotta a trovare il corridoio giusto al 48’, imbeccato da Tebaldi, entrato a fine del primo tempo in sostituzione dell’infortunato Panunzi. Lyle trasforma per il 10-0 (+21).

Ma il ritmo partita si alza progressivamente e sono gli ospiti ad elevarne le frequenze, merito dell’ingresso di Fusco al posto di Chillon, uno dei tanti ex dell’incontro. Infatti, dopo una meta annullata a Conforti (perdeva palla proprio nell’atto di posare l’ovale nei pressi della bandierina di destra) sarà proprio il mediano di mischia, figlio d’arte, a marcare la prima meta del Valorugby al 54’. Farolini non trasforma, ma le distanze si dimezzano: 10-5 (+17). Ancora un pericolo per il Petrarca, ma Lyle ben appostato da ultimo uomo, riesce a placcare Ruffolo lanciato nell’out di destra. Tre minuti dopo va a centro Vaega, trovato al largo dopo una multifase sulla linea dei 5 metri del Petrarca. Farolini mette fuori anche la seconda trasformazione e si ritorna al vantaggio iniziale: 10-10 (+11). Al 61’ altra occasione per il Petrarca dalla piazzola, però dalla lunga distanza. Lyle non ci pensa due volte per riportare avanti la sua squadra: 13-10 (+14).

MICHELETTO ESCE IN BARELLA
Entrato da poco, Michieletto si infortuna al 63’. L’azione di per sé è come se ne vedono tante: Amenta esce dai propri 22 con la palla in mano e impatta con Micheletto. La botta è tremenda e il giocatore del Petrarca rimane a terra. Gnecchi è lì a due passi, si accorge della gravità e ferma subito il gioco. Il giocatore del Petrarca, dopo le prime cure dei sanitari che lo hanno assicurato alla barella, verrà trasportato all’ospedale per gli accertamenti. Con Panunzi, un’assenza importante nell’ottica della finale.

LYLE ALLUNGA, CAPRARO VA IN META
La sosta, per l’infortunio a Micheletto, spezza per un attimo il ritmo di gioco e dopo un fallo in mischia, il Petrarca può allungare nel punteggio grazie al piede di Lyle che al 63’ centra i pali per la quarta volta: 16-10 (+17). Ancora l’estremo inglese in evidenza: determinante su un placcaggio da ultimo uomo sulla linea d’attacco di sinistra. Al 69’ la meta che sembrerebbe chiudere definitivamente il match. La marca Capraro abile a trovare un break sull’out di sinistra. Lyle mette dentro il quinto calcio, confermando anche oggi il 100% dalla piazzola: 23-10 (+24).

FINALE TUTTO DI MARCA FUSCO, PLAYER OF THE MATCH
La partita non è ancora finita, così come il Valorugby non demorde, nonostante la differenza nel punteggio.

É Fusco ad imprimere ancora maggior ritmo alla gara e i compagni ci credono. Majstorovic, Vaega e lo stesso Fusco mettono grossi pensieri a Trotta e C. che sembrano aver perso il bandolo della matassa. Infatti, è proprio il mediano di mischia a marcare la terza meta degli emiliani al 73’ dopo una penetrazione di Majstorovic e un pregevole calcetto di esterno destro di Vaega che trova pronto l’ex giocatore dei Medicei (eletto Player Of The Match) per la meta che, stavolta, Farolini arrotonderà dalla piazzola: 23-17 (+17). Fasi finali molto convulse, ma è sempre il Valorugby a credere di poter ribaltare il risultato che, puntualmente, arriva. La meta è di Ruffolo, ma Gnecchi vuole accertarsi che l’azione non sia viziata da un “in avanti”. Le immagini sono eloquenti: non c’è avanti di Farolini, ma è Tebaldi a schiaffeggiare indietro la palla. Newton centra i pali e il Valorugby passa in vantaggio: 23-24 (+10). Un parziale di 14-0 in poco più di quattro minuti che poteva essere fatale al Petrarca, non fosse per gli undici punti maturati all’andata. Col punto di bonus difensivo il Petrarca fa il pari con quello di attacco del Valorugby e, nonostante la sconfitta, va in finale per differenza punti.

Domani sapremo chi sarà la squadra che sfiderà il Petrarca: al Battaglini la Femi CZ Rovigo ha nove punti da recuperare sul Kawasaki Robot Calvisano. Un match col pubblico che, a differenza di oggi (a Padova 250 presenti) domani sarà molto più numeroso. E sappiamo cosa questo può significare per i rossoblù.
Il tabellino del match.
Padova, Argos Arena – Sabato 22 maggio 2021
Peroni TOP10, Semifinale Ritorno
Argos Petrarca Rugby v Valorugby Emilia 23-24 (3-0)
Marcatori: p.t. 10’ cp Lyle (3-0); s.t. 48’ m Trotta tr Lyle (10-0), 54’ m Fusco (10-5), 58’ m Vaega (10-10), 61’ cp Lyle (13-10), 63’ cp Lyle (16-10), 69’ m Capraro tr Lyle (23-10), 73’ m Fusco tr Newton (23-17), 77’ m Ruffolo tr Newton (23-24).
Argos Petrarca Rugby: Lyle; Coppo, Colitti (76’ Zini), Broggin, Capraro; Faiva, Panunzi (34’ Tebaldi); Trotta (Cap.), Ghigo (69 Cattelan), Cannone; Panozzo (50’ Michieletto, 63’ Beccaris), Galetto; Hasa (60’ Pavesi), Cugini (60’ Carnio), Borean (60’ Braggié).
Allenatori: Andrea Marcato, Victor Jimenez
Valorugby Emilia: Farolini; Paletta (41’ Vaega), Majstorovic, Bertaccini (51’ Ruffolo), Falsaperla; Newton, Chillon (41’ Fusco); Amenta, Conforti (25’ – 29′ Ruffolo), Favaro; Dell’Acqua (56 Mordacci), Gerosa (47′ Devodier); Randisi (temp. 36 – 40’ Romano, 74’ Mattioli), Luus (temp. 35’ – 40’ e definitivo al 72’ Gatti), Sanavia.
Allenatore: Roberto Manghi
Arbitro: Gianluca Gnecchi (Brescia)
AA1 Marius Mitrea (Udine), AA2 Federico Vedovelli (Sondrio)
Quarto Uomo: Clara Munarini (Parma)
Quinto Uomo: Maria Ausilia Paparo (Bologna)
Calciatori: Lyle (Argos Petrarca (5/5), Farolini (Valorugby Emilia)1/3; Newton (Valorugby Emilia) 1/1
Punti conquistati in classifica: Argos Petrarca 1, Valorugby Emilia 5
Peroni Player of the Match: Emilio Fusco (Valorugby Emilia)
Note: giornata nuvolosa. Spettatori 250. Semifinale Andata: Valorugby Emilia – Argos Petrarca 16-27 (0-4). Classifica avulsa: 5-5. Differenza punti +10 (Argos Petrarca), prima finalista.

Semifinali TOP10: Petrarca e Calvisano fanno il primo passo

Vittoria a Reggio dei padovani e del Calvisano al Pata Stadium.
Prossimo weekend le gare di ritorno.

Protagonisti: Trotta e Tebaldi (Man Of The Match), protagonisti assoluti nella vittoria dell’Argos Petrarca contro il Valorugby (ph Franco Cusinato)

di Enrico Daniele
(foto di copertina di Franco Cusinato)

L’Argos Petrarca, battendo al Mirabello il Valorugby Emilia per 27-16, e il Kawasaki Robot Calvisano facendo altrettanto al Pata Stadium contro la Femi Cz Rovigo, sconfitta 31-22, fanno un primo passo verso la finale del 2 giugno.

ARGOS, BEL GIOCO E DIFESA IMPENETRABILE
Sabato a Reggio Emilia l’Argos Petrarca conferma di avere la miglior difesa del campionato, tuttavia non disdegnando di marcare mete (Catelan, Tebaldi, Trotta), essenziali per raggiungere la vittoria. Sempre in vantaggio, il XV di Andrea Marcato e Victor Jimenez ha tenuto le redini del gioco pressoché per tutti gli ottanta minuti, regalando sprazzi di bel gioco e prendendosi il “lusso” di umiliare la squadra di casa marcando meta in quattordici uomini. Rivedendo il placcaggio ai danni di Amenta che ha determinato il cartellino giallo a Borean, riteniamo eccessivo il giudizio del pur bravo Andrea Piardi. Infatti, il nr. 8 reggiano inizia la sua azione già molto basso e Borean, nell’atto del placcaggio, impatta a metà fra il busto e appena sopra una delle spalle, a nostro giudizio incolpevolmente.

Bel gioco, con un frizzante Tito Tebaldi (Player Of The Match) in coppia con il consistente James Faiva a cui è mancato il guizzo nel distendersi per marcare una meta che avrebbe condannato eccessivamente il Valorugby. Ottima la gara di capitan Andrea Trotta che conferma il rendimento costante e di sostanza. Alto profilo anche per Scott Lyle: una garanzia al piede, confermata dal 100% dei tiri anche sabato. Impressionante la quantità di placcaggi che riesce a mettere a segno Riccardo Michieletto. Peccato non vederlo in campo con un minutaggio più alto.

Dal Valorugby ci si aspettava francamente di più. Non sono stati sufficienti la consistenza in attacco di Cardiff Vaega e alcune preziosità al piede di Luciano Rodriguez (da manuale il suo assist per la meta di Edoardo Ruffolo che aveva riacceso le speranze reggiane). Si sente l’assenza di Angelo Leaupepe (operato ai crociati) un ex che avrebbe senz’altro dato maggior impulso offensivo. Undici i punti da recuperare sabato prossimo nel ritorno a Padova.

ROVIGO, CALO IN VERTICALE NEL SECONDO TEMPO
Al Pata Stadium a festeggiare sono i padroni di casa che non lasciano al Rovigo nemmeno il punto di bonus difensivo.
Match completamente diverso da quello visto sabato a Reggio.
Primo tempo pieno di interruzioni, con poche azioni lineari e con entrambe le squadre apparse indecise nel prendere le iniziative. Il tabellino si è mosso alternativamente grazie ai falli e quindi dai punti al piede di Andrea Menniti Ippolito e Hugo Schalk Burger (Player Of The Match). Unica emozione nel finale di tempo quando, grazie ad uno svarione di Samuela Vunisa (usciva da una ruck con l’ovale in presa ad una mano che gli sfuggiva in avanti) Rovigo conquista una mischia ordinata che rulla inarrestabile ed il bravo Marius Mitrea ad assegnare la meta di punizione.

Inarrestabile. Samuela Vunisa marca la meta contro Rovigo, facendosi così perdonare la leggerezza che era costata la meta di punizione subita nel finale del primo tempo (ph Stefano Delfrate)

Nel secondo tempo Rovigo praticamente scompare dalla scena, anche se non è che sia Calvisano ad ergersi a protagonista, fatto salvo per l’iniziale meta del pareggio. In evidenza, stavolta per merito, il solito Vunisa che riceve l’ovale quando già è in accelerazione e nulla può il “sacrificio” di Menniti Ippolito contro l’enorme massa del figiano, ex azzurro nazionale, che lo passa come un proiettile nel burro. Poi riprende il copione del primo tempo, solo che stavolta la mischia del Rovigo perde consistenza con le uscite di Lubian, Swanepoel e Ferro, ma non calano i falli che i bersaglieri concedono al piede fatato del cecchino sudafricano di stanza a Calvisano. Senza gran fatica quindi, Morelli & C. portano a casa il risultato, sornioni.

Domenica prossima al Battaglini, anche Rovigo dovrà recuperare nove lunghezze: chissà se dalla sua avrà anche la spinta del pubblico, da sempre punto di forza per i rossoblù.
I tabellini dei due match.
Reggio Emilia, Stadio Mirabello – sabato 15 maggio ore 18.10
Peroni TOP10, semifinale di andata
Valorugby Emilia v Argos Petrarca 16-27 (6-20)
Marcatori: p.t. 4’ c.p. Lyle (0-3); 9’ c.p. Lyle (0-6); 12’ c.p. Farolini (3-6); 22’ m. Catelan tr. Lyle (3-13); 25’ c.p. Farolini (6-13); 35’ m. Tebaldi tr. Lyle (6-20); s.t. 63’ m. Ruffolo tr. Farolini (13-20); 71’ c.p. Farolini (16-20); 81’ m. Trotta tr. Lyle (16-27)
Valorugby Emilia: Newton; Bertaccini (65’ Falsaperla), Majstorovic, Vaega, Farolini (cap); Rodriguez (77’ Romano), Chillon (69’ Fusco); Amenta, Ruffolo, Mordacci (48’ Conforti); Devodier (57’ Gerosa), Dell’Acqua (74’ Balsemin); Chistolini, Luus (74’ Gatti), Randisi (46’ Sanavia)
Allenatore: Roberto Manghi
Argos Petrarca: Lyle; Coppo (17’-28’ Braggié), De Masi (51’ Zini), Broggin, Capraro; Faiva, Tebaldi (69’ Panunzi); Trotta (cap), Cannone, Catelan (55’ Ghigo); Bonfiglio (55’ Michieletto), Galetto (65’ Panozzo); Hasa (65’ Mancini), Cugini (65’ Carnio), Borean (76’ Braggié)
Allenatore: Andrea Marcato
Arbitro: Andrea Piardi (Brescia)
AA1 Federico Boraso (Rovigo), AA2 Riccardo Angelucci (Livorno)
Quarto Uomo: Dante D’Elia (Bari)
Quinto Uomo: Carmine Marrazzo (Modena)
TMO: Stefano Roscini (Milano)
Citing Commissioner: Gabriele Pezzano (Torino)
Cartellini: al 15’ giallo a Borean (Argos Petrarca), al 77’ giallo a Chistolini (Valorugby Emilia)
Calciatori: Farolini (Valorugby Emilia) 4/5; Lyle (Argos Petrarca) 5/5
Note: giornata soleggiata con 17 gradi circa. Spettatori: 300 circa.
Punti conquistati: Valorugby Emilia 0, Argos Petrarca 4
Peroni Player Of The Match: Tito Tebaldi (Argos Petrarca)

Calvisano, Pata Stadium – domenica 16 maggio ore 18,05
Peroni TOP10, semifinale di andata
Kawasaki Robot Calvisano v Femi-CZ Rovigo 31-22 (12-19)
Marcatori: pt. 4’ cp Menniti Ippolito (0-3), 14’ cp Hugo (3-3), 16’ cp Menniti Ippolito (3-6), 19’ cp Hugo (6-6), 31’ cp Hugo (9-9), 35’ cp Menniti Ippolito (9-12), 38’ cp Hugo (12-12), 40’ meta di punizione Rovigo (12-19); st. 48’ m Vunisa (17-19), 49’ tr Hugo (19-19), 60’ cp Hugo (22-19), 64’ cp Hugo (25-19), 68’ cp Hugo (28-19), 71’ cp Hugo (31-19), 73’ cp Menniti Ippolito (31-22).
Kawasaki Robot Calvisano: Trulla; Garrido-Panceyra, Bronzini, Mazza, Susio; Hugo, Albanese-Ginammi (51’ Semenzato); Vunisa, Casolari (13’ Venditti) (44’ Martani), Izekor; Zambonin, Van Vuren; D’Amico (60’ Leso), Morelli (cap), Brugnara (72’ Gavrilita)
Allenatore: Gianluca Guidi.
Femi-CZ Rovigo: Borin, Cioffi, Moscardi, Antl, Bacchetti (75’ Leccioli), Meniniti Ippolito, Trussardi Charly (46’ Citton) (67’ Trussardi Charly), Ferro (cap) (64 Vian), Lubian (46’ Greeff Carel) , Ruggeri (55’ Sironi), Mtyanda, Canali, Swanepoel Jacobus (72’Brandolini), Nicotera (72’ Cadorini), Leccioli (64’ Lugato).
Allenatore: Umberto Casellato.
Arbitro: Marius Mitrea (Udine).
AA1 Manuel Bottino (Roma), AA2 Federico Vedovelli (Sondrio).
Quarto Uomo: Gabriel Chirnoaga (Roma).
Quinto Uomo: Vagnarelli (Milano).
TMO: Stefano Penné (Lodi).
Citing Commissioner: Marrama (Padova).
Calciatori: Hugo 9/9; Menniti Ippolito 5/5.
Cartellini: 74’ giallo Lugato.
Punti per la classifica: Kawasaki Robot Calvisano 4, Femi-Cz Rovigo 0
Peroni Player Of The Match: Hugo Schalk Burger (Kawasaki Robot Calvisano).
Note: Partita in regime di porte chiuse, tempo piovoso, campo bagnato.