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Petrarca, immediato riscatto

Vittoria a Reggio contro il Valorugby per 23-18.
Al Battaglini Rovigo vince la classica contro le Fiamme Oro 27-17.
Mogliano ci crede ma il sesto posto è del Viadana che vince 26-18.
I risultati del 18° turno e la classifica aggiornata.

Tito Tebaldi premia il capitano Andrea Trotta miglior giocatore di giornata.

di Enrico Daniele
(foto di copertina dalla Gazzetta di Reggio)

L’ultimo turno della stagione regolare disputato sabato ha definito solo la prima posizione in testa alla classifica generale occupata dall’ Argos Petrarca. Con il successo di sabato in trasferta a Reggio Emilia, la squadra di Andrea Marcato e Victor Jimenez è prima con 73 punti a undici lunghezze dalla Femi CZ Rovigo, seconda con 62 punti. Terza piazza condivisa dal Valorugby Emilia e Kawasaki Robot Calvisano con 60.

Tutte devono recuperare una gara ma, se per il Petrarca c’è la certezza matematica della prima posizione anche prima del recupero casalingo del primo maggio contro il Colorno, tutto da discutere l’assetto delle altre tre.
Il primo di maggio, infatti, anche Calvisano e Reggio giocheranno il recupero e Rovigo stesso andrà a Colorno la settimana dopo.
Pertanto, gli abbinamenti delle semifinali, slittate nei due fine settimana del 15/16 e 22/23 maggio, verranno definiti solo l’8 maggio, al termine del match tra HBS e Femi Cz.

Un campionato anomalo, quello di questa stagione, assolutamente condizionato dalla pandemia, che ha visto rinviare molte gare e lasciare provvisoria la classifica sino alla disputa dell’ultima partita. L’assenza di pubblico, secondo alcuni, ha vanificato in parte il “fattore campo” ma, per ciò che riguarda le semifinali, anche solo al livello psicologico, giocare il secondo turno tra le mura amiche potrebbe comunque essere un vantaggio.
Intanto, sabato, il Petrarca è tornato a ribadire il primato stagionale.

A REGGIO IL MATCH DEGLI EX CAMPIONI D’ITALIA
Al Mirabello molti gli ex in campo nel match che ha visto il successo nr 15 per l’Argos Petrarca: Dario Chistolini, Alberto Chillon, Federico Conforti (con Filippo Gerosa e Angelo Leaupepe non presente ieri) tutti già campioni d’Italia col Petrarca da una parte, e Matteo Panunzi dall’altra.

Un match che i padroni di casa volevano far proprio come visto sin dalle prime battute con l’Argos rimasto in 14 già al 7’ per l’espulsione temporanea di De Masi (placcaggio/sgabello ai danni di Devodier) e il Valorugby con due aperture in campo (Newton e Rodriguez). Ed è proprio l’argentino ex Rovigo a calibrare una perfetta palombella per Farolini appostato al largo assolutamente libero di marcare la prima meta dell’incontro al 10’ per il parziale di 5-0.

La meta subita, l’inferiorità numerica e la necessità di sostituire subito Pavesi con Hasa, non piega il morale ai bianconeri che cercano di mantenere il possesso e su un campanile altissimo sparato da Faiva recuperano l’ovale con Broggin che approfitta dell’indecisione di Farolini, scarico per Coppo che mette oltre la riga. Lyle trasforma e al 15’ vantaggio petrarchino 7-5 alla prima vera occasione utile.
Anche il Valorugby deve rinunciare quasi subito ad uno degli attesi protagonisti del match: Federico Conforti lascia anzitempo il campo al 17’ per Mordacci.

Poi Newton centra il palo di sinistra da un piazzato centrale concesso da Piardi per un fallo di Cattelan e Farolini ne fallisce un altro subito dopo.
Al 26’ Coppo colto in fallo su Majstorovic a pochi metri dalla linea di meta, e le molte azioni create dal Valorugby sono confuse e inconcludenti, mentre è il Petrarca a rendersi pericoloso e a trovare il fallo nei 22 dei padroni di casa per un comodissimo calcio piazzato trasformato da Lyle alla mezzora.

Pochi minuti e arriva la seconda meta del Valorugby con una bella azione alla mano e l’ovale per Vaega che evita il placcaggio di Trotta e trova il varco per la marcatura sotto i pali al 31’ trasformata da Farolini per il sorpasso.

Prima frazione che si chiude sul 12-10 per i padroni di casa con Majstorovic scaraventato in touche sulla bandierina di destra.
Al rientro il primo pericolo lo crea il Valorugby con un break di Amenta fermato fallosamente. Calcio piazzato per Farolini che fallisce però la trasformazione. L’estremo reggiano non fallisce il successivo, al 50’ e allarga la forbice del risultato ora sul 15-10.

Si riporta sotto il Petrarca che mantiene il possesso dell’ovale e trova un fallo nei 22 degli avversari. Facile la trasformazione del piazzato di Lyle per il 15-13. Al 59’ una leggerezza di Tebaldi, che entra in anticipo nella maul dopo una rimessa laterale, consente a Farolini di trasformare con successo la punizione assegnata da Piardi per un nuovo allungo del Valorugby: 18-13.

È comunque il Petrarca a mantenere più possesso e territorialità con il Valorugby che sembra esaurire lentamente le proprie risorse. I cambi del Petrarca rinforzano la pressione e da una rimessa laterale al 69’ la spinta del drive è vincente con Cugini che sigla la meta trasformata da Lyle per il sorpasso del Petrarca: 18-20.

Dopo la meta del vantaggio il Petrarca non si rilassa e continua a premere cercando il colpo della sicurezza che arriva da un drop di Lyle ben costruito dallo schema di attacco. La palla sguscia fuori da una maul per l’inglese che centra i pali per il 18-23.

Ultime battute con il Valorugby che cerca la meta del pareggio con il Petrarca arroccato nei propri 22 e Cugini che si sacrifica con un fallo che gli costa il giallo a tempo scaduto. Ma non c’è più tempo perché Piardi fischia un turn-over a favore del Petrarca con Andrea Trotta eletto Player of The Match.
Quattro a uno i punti in classifica che consentono al Petrarca la matematica certezza del primato e quindi l’eventuale diritto di disputare l’eventuale finale in casa.
Il tabellino del match.
Reggio Emilia, Stadio “Mirabello” – Sabato 24 aprile 2021 ore 16
Peroni TOP10, XVIII giornata
Valorugby Emilia v Argos Petrarca 18 – 23 (12-10)
Marcatori: p.t. 10’ m. Farolini (5-0), 15’ m. Coppo tr. Lyle (5-7), 30’ c.p. Lyle (5-10), 31’ m. Vaega tr. Farolini (12-10), s.t. 50’ c.p. Farolini (15-10), 55’ c.p. Lyle (15-13), 59’ c.p. Farolini (18-13), 69’ m. Cugini tr. Lyle (18-20), 75’ drop Lyle (18-23).
Valorugby Emilia: Farolini; Bertaccini, Majstorovic, Vaega, Rodriguez; Newton (72’ Paletta), Chillon (64’ Fusco); Amenta, Conforti (17’ Mordacci), Favaro (63’ Rimpelli); Dell’Acqua, Devodier (51’ Balsemin); Chistolini (© 67’ Sanavia), Luus (75’ Gatti), Randisi.
Allenatore: Roberto Manghi
Argos Petrarca: Lyle; Coppo, De Masi, Broggin, Bettin (68’ Capraro); Faiva (62’ Zini), Tebaldi (60’ Panunzi); Trotta (c), Cannone, Catelan (64’ Ghigo); Panozzo (55’ Micheletto), Galetto; Pavesi (12’ Hasa), Carnio (53’ Borean), Franceschetto (53’ Cugini).
Allenatore: Andrea Marcato
Arbitro: Andrea Piardi (Brescia)
AA1 Boraso (Rovigo), AA2 Russo (Milano)
Quarto Uomo: Vagnarelli (Milano)
Cartellini: al 7’ giallo a De Masi (Argos Petrarca); 80’ giallo a Cugini (Argos Petrarca).
Calciatori: Newton (Valorugby Emilia) 0/2, Farolini (Valorugby Emilia) 3/5; Lyle (Argos Petrarca) 5/5
Note: giornata soleggiata con circa 16 gradi. Partita disputata in assenza di pubblico. Prima del match osservato un minuto di silenzio in memoria di Gabino Hidalgo, ex giocatore e allenatore dei Diavoli.
Punti conquistati in classifica: Valorugby Emilia 1, Argos Petrarca 4
Peroni Player of the Match: Andrea Trotta (Argos Petrarca)

Calo nella ripresa: la mischia del Rovigo ha subito un netto calo nel secondo tempo contro le Fiamme Oro.

LA CLASSICA AL ROVIGO
Al Battaglini finisce nel carniere della Femi CZ Rovigo la classica sfida tra i bersaglieri e le Fiamme Oro.

Contro le Fiamme Oro, che ha vissuto probabilmente la peggior stagione da quando i cremisi sono tronati nella massima serie, il Rovigo porta a casa i cinque punti in palio mantenendo per ora la seconda posizione in classifica che, dando per certo il successo nel recupero contro Colorno, dovrebbe mantenere sino alla fine, evitando quindi dover incontrare il Petrarca nelle semifinali.

Gara non entusiasmante con il punteggio in equilibrio per quasi tutto il primo tempo, rotto dalle due mete del Rovigo nel finale, dopo il drop messo a segno da Antl. La prima di Matteo Ferro in drive al 36’ (cinquantesima meta personale che fa entrare il capitano rossoblù nel top 10 tra i marcatori di Rovigo) e la seconda di Carel Greef al 40’ che da nr 8 afferra l’ovale dalla maul e di forza trova la sua quarta marcatura stagionale. Menniti Ippolito trasforma la prima e nella seconda centra il palo e quindi Rovigo va al riposo sul 15-3.

Probabilmente anche a causa del primo caldo stagionale, non succede nulla nei primi 20 minuti sino alla meta di Uncini che fortunosamente trova un calcio per sé stesso su un pallone alto e meta in mezzo ai pali trasformata da Luca Borin. Alza la testa il XV della Polizia di Stato più performante in mischia chiusa, a marcare meta con Lai al 65’, trovato libero al largo da Marinaro.

Riconduce nei propri binari il match Rovigo che marca la meta del bonus al 69’ e partita che si chiude con la seconda marcatura cremisi a tempo scaduto con Fusco trasformata da Di Marco.
Cinque punti per Rovigo che consolida la seconda posizione in classifica.
L’8 maggio il recupero a Colorno.
Il tabellino del match.
Rovigo, Stadio “Mario Battaglini” – sabato 24aprile 2021 ore 16
Peroni TOP10, XVIII giornata
FEMI-CZ Rovigo v Fiamme Oro Rugby 27-17 (15-3)
Marcatori: p.t. 4’ drop Antl (3-0), 32’ c.p. Di Marco (3-3), 36’ m. Ferro tr. Menniti-Ippolito (10-3), 40’ m. Greeff (15-3); s.t. 60’ m. Uncini tr. Borin (22-3), 65’ m. Lai tr. Di Marco (22-10), 69’ m. Cioffi (27-10), 80’ m. Fusco tr. Di Marco (27-17)
FEMI-CZ Rovigo: Borin; Cioffi, Moscardi (71’ Barion), Antl, Bacchetti; Menniti-Ippolito (56’ Uncini), Trussardi (62’ Citton); Greeff, Lubian (41’ Vian), Ruggeri; Ferro (cap.) (62’ Steolo), Sironi; Swanepoel (61’ Rossi), Nicotera (41’ Momberg), Leccioli (54’ Pomaro).
Allenatore: Umberto Casellato
Fiamme Oro Rugby: Azzolini (62’ Lai); Spinelli, Fusari (54’ Gabbianelli), Forcucci (71’ Masato), Fusco; Di Marco, Marinaro; De Marchi, Cristiano (cap.) (67’ Faccenna), Chianucci (58’ Stoian); Cornelli M., Fragnito; Iacob (48’ Vanozzi), Kudin (58’ Moriconi), Tenga (48’ Zago).
Allenatore: Craig Green
Arbitro: Federico Vedovelli (Sondrio)
AA1 Franco (Pordenone), AA2 Erasmus (Treviso)
Quarto uomo: Cusano (Vicenza)
Calciatori: Menniti-Ippolito (FEMI-CZ Rovigo) 1/2, Borin (FEMI-CZ Rovigo) 1/2; Di Marco (Fiamme Oro Rugby) 3/4
Cartellini: al 79’ giallo a Cioffi (FEMI-CZ Rovigo)
Note: giornata soleggiata, circa 22 gradi. Partita a porte chiuse. Ultima partita di Filippo Cristiano (Fiamme Oro Rugby)
Punti conquistati in classifica: FEMI-CZ Rovigo 5; Fiamme Oro Rugby 0
Peroni Player of the Match: Entienne Swanepoel (FEMI-CZ Rovigo)

Matteo Corazzi e a dx Filippo Guarducci, 100 presenze in biancoblù (ph Alfio Guarise)

MOGLIANO CHIUDE AL SESTO POSTO
Al Quaggia, sfugge il sogno di conquistare il quinto posto al Mogliano costretto a ceder il passo al Viadana che vince 26-18 e si aggiudica l’ultima gara di campionato, rimontando e ribaltando il risultato della prima frazione.

Entrano in campo per primi Filippo Guarducci e Matteo Corazzi festeggiati per le 100 presenze in biancoblù.

Bel primo tempo con le squadre che si equivalgono, anche se sono i padroni di casa a portarsi in vantaggio al 5’ con un piazzato trasformato dall’ex Ormson.

Al 10’ la prima meta dell’incontro marcata da Bonanni dopo una bella azione multifase da sinistra a destra. Trasforma Ormson per il 10-0. La risposta del Viadana arriva pochi minuti dopo quando Gregorio esce da un drive e trova il varco giusto per la segnatura che Ceballos non trasforma. Al 24’ Mogliano si riporta oltre break con un piazzato di Ormson ma ospiti ancora in meta al 28’ con Ciofani in bandierina di sinistra. Ceballos arrotonda per il -1: 13-12. Prima del termine ancora padroni di casa in meta con Bonanni da drive vincente su rimessa laterale.

Le squadre vanno al riposo sul 18-12 e Mogliano che intravede la quinta posizione.

Prime fasi del secondo tempo con Mogliano che non conclude alcune proprie iniziative ma contiene bene gli attacchi ospiti che tuttavia sbloccano il risultato con una punizione di Ceballos (18-15) e successivamente trovano la meta del sorpasso con Manganiello al 64’ (18-20) e prima della fine ancora due piazzati di Ceballos tolgono anche il punto di bonus al Mogliano che si deve perciò congedare da questo campionato con la sesta posizione, visto chele Fiamme Oro hanno perso a Rovigo.
Un po’ deluso Costanzo a fine gara che avrebbe voluto chiudere vincendo questo campionato.
Il tabellino del match.
Mogliano Veneto – Stadio Maurizio Quaggia – Sabato 24 aprile 2021 ore 15
Peroni TOP10, XVIII giornata
Mogliano Rugby 1969 v Rugby Viadana 1970 18 – 26 (18 – 12)
Marcatori: p.t. 5′ cp. Ormson (3-0) ; 10′ m. Bonanni tr. Ormson B. (10-0); 14′ m. Gregorio P. (10-5); 24′ cp. Ormson (13-5); 28′ m. Ciofani tr. Ceballos (13-12); 37′ m. Bonanni (18-12); s.t. 58′ cp. Ceballos (18-15); 64′ m. Manganiello (18-20); 73′ cp. Ceballos (18-23); 78′ cp. Ceballos (18-26)
Mogliano Rugby 1969: Da Re; D’Anna, Drago, Cerioni (61′ Zanatta), Guarducci; Ormson, Garbisi (61′ Fabi); Finotto, Corazzi (Cap.), Lamanna; Bocchi, Sutto (61′ Michelini); Ceccato N.(73′ Zago), Bonanni (61′ Ferraro), Ceccato A.
Allenatore: Salvatore Costanzo
Rugby Viadana 1970: Apperley; May, Manganiello, Pavan (51′ Zaridze), Ciofani; Ceballos, Gregorio (57′ Jelic); Casado Sandri, Denti And. (cap.), Wagenpfeil; Grassi (51′ Cosi), Schinchirimini; Denti Ant. (54′ Novindi), Silvestri, Halalilo
Allenatore: Fernández
Arbitro: Manuel Bottino (Roma)
AA1 Favaro (Padova), AA2 Parisi (Catania)
Quarto Uomo: Merendino (Udine)
Cartellini: all’80′ giallo a Casado Sandri (Rugby Viadana 1970)
Calciatori: Ormson (Mogliano Rugby 1969) 3/4; Ceballos (Rugby Viadana 1970) 4/6
Note: Pomeriggio sereno, temperatura 20°C, terreno di gioco in buone condizioni, partita disputata a porte chiuse per emergenza Covid-19. 100° Cap in biancoblù per Filippo Guarducci e Matteo Corazzi.
Punti conquistati in classifica: Mogliano Rugby 1969 0; Rugby Viadana 1970 4
Peroni Player of The Match: Casado Sandri (Rugby Viadana 1970)

LE ALTRE GARE IN PROGRAMMA
Ultima gara di stagione per la Lazio che in casa trova il primo successo stagionale a punteggio pieno contro il Colorno, battuto 29-14, nel giorno dell’addio al rugby giocato del capitano biancoceleste Carlo Filippucci.

Al Pata Stadium il Kawasaki Robot Calvisano affossa con 8 mete la Sitav Lyons come da pronostico, vincendo il match per 54-17.

CLASSIFICA
Mancano ancora quattro recuperi ma la griglia play-off è già definita, salvo l’ordine delle posizioni dalla seconda alla quarta. Il gruppo di testa distanzia nettamente la quinta e la sesta con una differenza di 14 lunghezze tra la quarta e la quinta (Viadana). Dieci punti dividono la sesta dal resto del gruppo con il fanalino di coda Lazio che rende la bellezza di 62 punti (un’enormità) al Petrarca primo in classifica.

73 Argos Petrarca Rugby*
62 Femi-CZ Rovigo*
60 Valorugby Emilia*, Kawasaki Robot Calvisano*
46 Rugby Viadana 1970
40 Mogliano Rugby 1969
30 Fiamme Oro Rugby*
27 Sitav Rugby Lyons
14 HBS Colorno***
11 Lazio Rugby 1927
*partite in meno
HBS Colorno 4 punti di penalizzazione.

Pasquale Presutti, 51/71!

Oggi il compleanno di uno tra i più stimati uomini del rugby italiano, in campo da 51 anni.
Chiusa l’esperienza coi Medicei, da questa stagione allena il Monselice.
L’intervista a tutto tondo su campionato, Nazionale, elezioni FIR…e su Rovigo.

La rabbia e la gioia: due immagini di una giornata memorabile al Battaglini: la vittoria del 12° scudetto col Petrarca nel 2011 (ph Elena Barbini)

di Enrico Daniele

Pasquale Presutti, aquilano di Trasacco, classe 1950, padovano d’adozione, compie oggi 71 anni.

Dal 1969, anno del suo arruolamento nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, sezione rugby, sino alla scorsa stagione, ultima da allenatore di un club del massimo campionato domestico, Presutti è sempre stato uno degli uomini più rappresentativi della palla ovale italiana con un palmares di tutto rispetto: quattro scudetti da giocatore col Petrarca (1972-73, 1973-74, 1976-77, 1979-80) e una Coppa Italia (1981-82); da allenatore ha riportato a Padova il titolo che mancava da 24 anni battendo, contro ogni pronostico, il Rovigo al “Battaglini” il 28 maggio del 2011; l’ultimo successo di una lunga e prestigiosa carriera il Trofeo Eccellenza nel 2013-14 sulla panchina delle Fiamme Oro, ancora contro Rovigo al Battaglini.

Col Petrarca una carriera invidiabile: 4 scudetti da giocatore, una Coppa Italia e un tricolore da allenatore.

Consigliere federale dal 2016, nel 2020 a settant’anni conclude l’esperienza di allenatore nel massimo campionato con I Medicei di Firenze, scegliendo di allenare nelle categorie minori, a Monselice.

Uomo equilibrato e pragmatico, lontano dalle polemiche, stimato, amato e rispettato da tutti, indistintamente.

Resterà negli annali del rugby la rassicurante risposta data al Prefetto di Rovigo nella conferenza stampa prima del derby scudetto del 2011.

Lo abbiamo intervistato.

BRN: Come succede periodicamente, abbiamo il piacere di fare due chiacchiere con te Pasquale. Oggi compi gli anni, 71 assolutamente ben portati, dei quali 51 sui campi da rugby. Un’eternità! Ti sei innamorato prima di tua moglie o della palla ovale?

Presutti: Beh ho cominciato a giocare prima di conoscerla! Sono tesserato dal maggio del 1970 e da allora, salvo una brevissima pausa di 5 mesi, il rugby è stata ed è la mia vita…oltre a mia moglie, ovviamente.

BRN: Qual è il tuo ricordo più bello, la soddisfazione più grande della tua carriera e la delusione più cocente?

Presutti: Il rugby mi ha dato tante soddisfazioni e nessuna particolare delusione. Tra l’altro anche dal punto di vista fisico, salvo i normali problemi che normalmente affliggono chi pratica questo sport, devo ringraziare il cielo perché non ho subito infortuni gravi. Per il resto ho solo bei ricordi. Tre in particolare: lo scudetto da giocatore col Petrarca nel 1977 a Udine, con il prologo dell’aggancio alla capolista Rovigo all’ultima giornata all’Appiani. Ricordo l’impressionante colpo d’occhio della cornice di pubblico che occupava qualsiasi spazio libero delle gradinate. Uscire dal sottopasso e vedere tutta quella gente che urlava “Petrarca, Petrarca…” e tutte quelle bandiere…una cosa indescrivibile. E poi lo scudetto del 2011 da allenatore, stavolta in casa del Rovigo. In entrambe le occasioni eravamo nettamente sfavoriti alla vigilia e per questo la soddisfazione di aver vinto rimane un ricordo indelebile per tutti i protagonisti. Terzo episodio, sempre nel 1977, e ancora nel catino dell’Appiani stracolmo, la sfida del XV del Presidente contro gli All Black’s. Tre momenti vissuti in prima persona che sarà impossibile dimenticare.

Il XV del Presidente all’Appiani, nell’ottobre del 1977. Presutti è il quarto in piedi da sinistra.Al suo fianco, con la maglia nera scambiata con gli All Black’s, un grande amico di Presutti, Mario Piovan

BRN: Cosa avresti potuto fare che non hai fatto? Qualche rimpianto?

Presutti: Senza dubbio avrei voluto giocare di più con la Nazionale. Tuttavia, a quel tempo, non eravamo dei professionisti. A molti giocatori del Petrarca di Memo Geremia veniva garantito un posto di lavoro. Era difficile per questo lasciare la propria occupazione per andare in tournée con la Nazionale. Perciò, vorrei sfatare una volta per tutte un pensiero comune a molti: la scarsa presenza di allora in Nazionale non era un volere specifico di Geremia, piuttosto un segno di rispetto per chi ci aveva trovato un’occupazione. Di rugby manco allora si poteva campare.

BRN: C’è un club, un giocatore, un collega, al quale ti senti più legato?

Presutti: Ho amato tutti i club con i quali ho avuto modo di collaborare, prima da giocatore e poi da tecnico. È chiaro che il Petrarca ha segnato profondamente la mia storia, così come mi sono cari molti dei miei compagni di allora con i quali mantengo solidi rapporti di amicizia, specie con chi mi ha affiancato in prima linea. Ma ho ottenuto soddisfazioni professionali anche con altri club con i quali ho lavorato. Negli ultimi anni ho avuto l’onore di portare le Fiamme Oro a vincere il Trofeo Eccellenza contro il Rovigo al Battaglini, mentre nei cinque anni a Firenze coi Medicei abbiamo fatto un bel percorso dalla Serie A ad un sesto posto nel Top12. 

Nel Petrarca Campione d’Italia per la seconda volta nella ss 1973-74. Presutti è i primo a destra in piedi, dopo il tecnico, Marcello Fronda. Davanti Presutti, Pietro Monfeli e Andrea Miele, altri due grandi compagni ed amici.

BRN: Dopo tanti anni nel massimo campionato, prima da giocatore, poi da tecnico e consigliere federale, hai deciso di portare la tua esperienza nelle categorie minori, in particolare a Monselice. Quali le motivazioni di questa scelta?

Presutti: In questi ultimi anni ho girato parecchio. Dopo i sei anni al Petrarca, i tre a Roma e i cinque a Firenze, con mia moglie avevamo preso la decisione che era giunto il momento di riposare, vista l’età e l’incombente pandemia. Difficilmente mi sarei visto lontano dalla famiglia in questo particolare momento, tuttavia è arrivata la proposta dal Monselice, che è vicino a casa mia, dove cerco di fare del mio meglio. Speriamo di poter iniziare anche a giocare, anche se francamente oggi come oggi non mi pare ci siano ancora sufficienti condizioni di sicurezza.

BRN: In oltre mezzo secolo di rugby vissuto in prima persona, la palla ovale italiana ha cambiato molto e l’attuale situazione pandemica rischia di farlo cambiare ancora. Cosa è rimasto del campionato di rugby italiano degli anni ’70 e cosa manca a quello odierno per tornare ad essere apprezzato dal pubblico e dagli sponsor come lo era in quegli anni? Rivedremo ancora le tribune zeppe di spettatori?

Presutti: È rimasto veramente poco. Attorno al rugby giravano imprenditori importanti, le società avevano uno spirito diverso ed il pubblico riempiva gli stadi. È cambiato il modo di vivere, sono cambiati gli interessi. Il movimento è in difficoltà e un po’ mi dispiace quando sento dare la colpa sempre e solo alla Federazione. Le responsabilità di questa situazione vanno divise tra tutti e tutti devono impegnarsi per invertire la tendenza negativa.

A sinstra tecnico delle Fiamme Oro, a destra sulla sua ultima panchina nel massimo campionato coi Medicei.

BRN: In un’Italia principalmente calciofila, dopo l’entrata nel Sei Nazioni la Nazionale di rugby ha avuto un breve periodo di successo in termini di appeal. Un’effimera ascesa, più o meno corrispondente al solo tempo in cui tra gli azzurri c’erano molti oriundi, ma anche gli italiani che giocavano all’estero nei campionati francesi o inglesi. Poi l’avvento delle franchigie nella Lega Celtica e il rientro dei nazionali, ma con la rotta in continua discesa. Cambiano gli allenatori, ma il problema rimane. Esiste una soluzione a breve? Quando l’Italia potrà osare una sfida alla pari con le potenze del rugby senza timori reverenziali, come ad esempio succedeva al XV del Presidente, la formazione ad inviti di cui tu facesti parte?

Presutti: Prima di andare all’estero ti ricordo che i giocatori sono stati formati all’interno delle società. Poi all’estero hanno raggiunto la maturazione e molti di loro hanno ottenuto notevoli riconoscimenti. Anche gli oriundi come Parisse, Castrogiovanni e Canale sono arrivati in Italia molto giovani e hanno raggiunto la prima maturità sportiva nelle nostre squadre, affinandola poi all’estero. Dispiace a tutti vedere una Nazionale in sofferenza, perdere molte partite. Ma bisogna tener conto che gli azzurri affrontano sempre le migliori squadre del panorama mondiale a cominciare dal Sei Nazioni e poi nei test match invernali ed estivi. Quando si è pensato alle Accademie e alle franchigie tutti a dire “che bello”… adesso tutti a criticare. Sarei bugiardo se dicessi che va tutto bene, che tutto è perfetto. Certamente c’è qualcosa da rivedere, altro da migliorare e come tutti gli innamorati di questo bellissimo sport mi auguro che arrivino presto i cambiamenti che ci possano far fare un auspicabile salto di qualità. 

BRN: Torniamo a parlare del campionato. Condividi la scelta di giocare comunque il campionato vista la crisi pandemica che non sembra ancora vedere la parola “fine”?

Presutti: Sì, qualcosa bisognava fare e come Consiglio Federale abbiamo convenuto di far partire il Top10 che ha più mezzi a disposizione rispetto agli altri per seguire il rigido (e costoso) protocollo di sicurezza. Dubito che le categorie minori possano garantire altrettanta disponibilità. Teniamo conto che in quest’ultime i giocatori hanno un lavoro o studiano. Aldilà dell’aspetto economico per tutelare la salute, in caso di contagio il rischio si ribalterebbe sulle aziende per le quali lavorano, già provate dalla pandemia. Mi auguro che la situazione si evolva in positivo e che tutti possano ritornare presto in campo e in piena sicurezza.

BRN: L’allargamento a 12 squadre non ha prodotto l’auspicato aumento di interesse da parte degli sponsor e del pubblico. Con le defezioni de I Medicei e del San Donà, quest’anno si è ritornati ad un campionato a 10 squadre. Dopo poche gare disputate, tuttavia, il divario fra le prime e le altre è ancora piuttosto evidente…Se allunghi un brodo non lo migliori, un po’ come il vino annacquato…

Presutti: Le differenze tra le squadre ci sono sempre state. Con l’allargamento a 12 avevamo cercato di dare la possibilità anche ad alcune squadre di Serie A di affacciarsi ad un rugby con più visibilità. Anche qui i miglioramenti possibili ci sono, ma spesso sento solo critiche nei confronti della Federazione e poche proposte da parte delle società, che avrebbero interesse a mettersi insieme per portare avanti progetti di miglioramento. Una volta esisteva la Lega delle società, da qualche anno si riparla di ricostituirla ma ad oggi c’è ancora un nulla di fatto. Per migliorare serve la volontà e il contributo di tutti, Federazione, Società…e sponsor.

BRN: Nell’ultimo quadriennio sei stato consigliere federale in quota tecnici. Conosci bene i meccanismi del ponte di comando del rugby italiano. Adesso è tempo di elezioni (ndr. 13 marzo 2021) e la corsa alla presidenza della FIR rimane assolutamente incerta con ben 7 candidati: con il presidente uscente, Alfredo Gavazzi, ci sono nell’ordine, Marzio Innocenti, Elio De Anna, Giovanni Poggiali, Gianni Amore, Nino Saccà, Paolo Vaccari. Chi tra questi potrebbe essere l’uomo giusto per far fare il salto di qualità alla FIR e recuperare un prestigio andato via via scemando in questi anni?

Presutti: Sette candidati sono tanti. Troppi, e non credo di essere l’unico a pensarlo. Presi ad uno ad uno e letti i loro programmi sono tutti all’altezza e tutti hanno come obiettivo migliorare la situazione attuale. Tutti vogliono ricostituire la Lega. Perciò non mi sento di fare dei nomi nello specifico, tuttavia mi sarei aspettato meno candidati con più coalizioni attorno ad ognuno. L’unione fa la forza, al contrario della frammentazione.

BRN: Toglimi una curiosità personale. Sei considerato la “bestia nera” di Rovigo. Ma è vero che avresti potuto allenare i bersaglieri qualche anno fa?

Presutti: No, no… ormai non lo sono più…Le ”bestie nere” per Rovigo adesso sono altre… È noto l’apprezzamento nei miei confronti della tifoseria di Rovigo e sarebbe stato stimolante per me allenare i bersaglieri…come del resto è stato stimolante allenare il Petrarca… tuttavia sono state solo chiacchiere e trovate giornalistiche. Non c’è mai stato nulla di concreto e non penso che mi potrà capitare…Una panchina prestigiosa a cui oggi possono ambire tecnici più giovani.

Trofeo Eccellenza 2014: Presutti vince il suo ultimo trofeo a Rovigo con le Fiamme Oro (ph Giampaolo Donzelli)

BRN: Nell’augurarci che cessi presto questo sfortunato momento per ritrovarci nei campi da rugby, un’ultima domanda. Esiste un “nuovo” Presutti nel rugby italiano?

Presutti: Non un altro Pasqualeperò dal punto di vista tecnico penso che Victor Jimenez sia quello che mi assomiglia di più. Lo apprezzo molto e lui lo sa. Al Petrarca sta facendo molto bene…sabato scorso la sua mischia è stata elemento determinante nella vittoria contro il Valorugby.

Ringraziamo come sempre Pasquale Presutti per la disponibilità e gli auguriamo di portare sui campi di rugby ancora per molti anni la sua grande esperienza.

 

Simone Rossi torna a casa

Via da un rugby che non dà futuro. Con lui anche Alessandro Vannozzi tra i sette del Petrarca che non vestiranno più la maglia bianconera.

Simone Rossi lascerà il Petrarca per la sua Milano, dove potrà completare il ciclo di studi in medicina.

di Enrico Daniele
(in copertina immagine di Redazione)

Simone Rossi torna a casa.
Il “Frecciarossi” ha preso la sua destinazione finale: Milano. Continua a leggere

Petrarca autoritario, suo il 162° Derby d’Italia

Dopo 20 anni il XV di Marcato e Allori è testa di serie numero 1 dei play off.
Le Fiamme Oro vincono la volata per il quarto posto con San Donà.
Gli accoppiamenti play off: Petrarca vs Fiamme Oro e Calvisano vs Rovigo.
di Enrico Daniele
(in copertina immagine di Franco Cusinato)

Davanti ai 3.500 spettatori del Plebiscito il Petrarca di Andrea Marcato e Augusto Allori legittima il primato in classifica Continua a leggere

Ne resterà solo una…

Petrarca e Rovigo per il primato.
Fiamme Oro e San Donà per l’ultimo posto play off.
Le designazioni arbitrali della 18a giornata.
di Enrico Daniele
(in copertina foto di Paolo Cerino)
L’epilogo della stagione regolare del campionato d’Eccellenza riserva minuti di adrenalina ovale Continua a leggere